Lovato Gas, nelle mediazioni le speranze che restano

Vicenza – Prosegue a Vicenza la protesta dei lavoratori della Lovato Gas, ormai giunti al cinquantesimo giorno di presidio davanti allo stabilimento, senza per altro che vi sia stata alcuna schiarita. Il Gruppo Landi, che ha sede a Reggio Emilia ed ha acquistato la Lovato nel 2008, sembra infatti irremovibile sulla chiusura dell’impianto vicentino e sulla delocalizzazione in paesi come l’India, l’Iran o la Polonia, scelta che equivale alla perdita del posto di lavoro per una settantina di dipendenti.

Maurizio Ferron
Maurizio Ferron

Per questo, da oltre un mese e mezzo, cento lavoratori della Lovato Gas si alternano, in un presidio permanente, 24 ore al giorno, davanti all’azienda, impedendo l’uscita di macchinari ma proseguendo anche a produrre regolarmente. Il 6 novembre scade il primo termine per la mobilità (45 giorni) per 70 dipendenti, e scade anche il contratto per i venti interinali. Ma dal 7 di novembre prendono il via i 30 giorni della cosiddetta “trattativa istituzionale”.

Le trattative tra i rappresentanti sindacali e l’azienda si sono invece concluse il 24 ottobre scorso, con un nulla di fatto. Ci sono ancora speranze sulla mediazione della Regione del Veneto, dell’assessorato al lavoro guidato da Elena Donazzan, che il 13 di novembre incontrerà, a Venezia, azienda e sindacato per un ulteriore tentativo. Un’altra mediazione ci sarà anche al tavolo della Provincia di Vicenza, con il suo presidente e sindaco del capoluogo Achille Variati.

E’ di oggi del resto la notizia che è stata inviata una lettera, a firma congiunta del segretario generale della Fiom berica, Maurizio Ferron, e dello stesso Variati, in cui si chiede un incontro urgente al Ministero dello sviluppo economico per scongiurare la chiusura dell’azienda. Ricordiamo anche che lo stesso Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in occasione dell’assemblea nazionale dell’Anci che si è tenuta a Vicenza nelle settimane scorse, aveva incontrato i lavoratori di Lovato Gas e i sindacalisti, condividendone le ragioni e assicurando un suo interessamento.

Eppure, nonostante il mondo istituzionale sia compatto nella difesa dello stabilimento, il Gruppo Landi ne prevede la chiusura entro i primi mesi dell’anno prossimo, con delocalizzazione delle produzioni vicentine in Polonia, Iran e India. Per il segretario Fiom di Vicenza Maurizio Ferron e per il funzionario Morgan Prebianca le strade sono due: o il gruppo rivede il piano industriale e mantiene aperta l’azienda, oppure venda ad un’altra società il sito produttivo. “Altrimenti – sottolineano – per la Fiom e per la Cgil sarà lotta fino in fondo”.

Questa mattina, al presidio davanti alla sede della Lovato Gas, abbiamo raccolto le valutazioni del segretario provinciale della Fiom. Abbiamo registrato in audio le sue parole e le proponiamo nell’audiolettore in alto nella pagina, sulla foto di apertura. Cliccare sul simbolo play per ascoltarle.

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