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Lovato Gas, fumata nera dopo l’incontro a Roma

Vicenza – Nessun passo avanti nella spinosa questione della chiusura della Lovato Gas di Vicenza, stabilimento che fa parte del Gruppo Landi Renzo di Reggio Emilia e che produce motori per veicoli a gas, una produzione che i vertici intendono delocalizzare, lasciando quindi senza lavoro molte decine di lavoratori vicentini. C’era attesa e speranza soprattutto per un incontro che era in programma ieri, a Roma, al Ministero dello sviluppo economico, nel quale si confrontavano l’amministratore delegato dell’azienda, i funzionari ministeriali e i lavoratori, questi ultimi sostenuti anche dal sindaco di Vicenza, Achille Variati, e dall’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan.

Nutrita e agguerrita inoltre la delegazione sindacale chiamata a trattare, un sindacato, Cgil e Fiom Cgil, che del resto è vicino ai lavoratori fin dall’inizio della vertenza sia ai tavoli che nel presidio permanente davanti allo stbilimento. La delegazione era composta da Giampaolo Zanni, per la Cgil di Vicenza, Maurizio Ferron e Morgan Prebianca per la Fiom di Vicenza e dalle Rsu della Lovato Gas.

“Siamo assolutamente insoddisfatti – hanno commentato i sindacalisti -, e contrariati dall’atteggiamento di totale chiusura dell’amministratore delegato della Lovato, Cristiano Musi, rispetto alla proposta, avanzata nel corso dell’incontro dal sindaco Variati e dell’assessore regionale Donazzan, di modificare il piano industriale che prevede la delocalizzazione della produzione, o in alternativa di valutare proposte di acquisizione che sono già emerse a livello locale”.

A fronte del rifiuto dell’azienda, il ministero ha comunque chiesto alle parti di proseguire il confronto in sede regionale al fine di sospendere la procedura di mobilità in corso e di individuare un percorso utilizzando un ammortizzatore sociale alternativo. La regione ha già convocato le parti per domani, venerdì primo dicembre. Oggi, assemblea informativa in azienda.

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