venerdì , 17 Settembre 2021

Lovato Gas, anche il Mise dice No ai licenziamenti

Venezia – “La posizione molto dura tenuta dal Ministero per lo sviluppo economico, Mise, in difesa dello stabilimento vicentino della Lovato Gas mi trova concorde. La chiusura dell’azienda, leader nella produzione di sistemi di alimentazione a metano e Gpl per autotrazione, e il conseguente licenziamento di tutti i lavoratori sono una soluzione inaccettabile, perché non giustificata”.

A riferirlo è l’assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan, al termine di una riunione convocata dal Mise, a Roma, a proposito della vertenza che vede il gruppo Landi intenzionato a ridurre di 67 unità gli occupati nello stabilimento di strada Casale, e di 146 il numero dei lavoratori nelle sedi italiane. Al tavolo ministeriale erano presenti la Fiom nazionale e locale, la Cgil vicentina, il Comune di Vicenza e la Regione Veneto, rappresentata da Donazzan e dall’unità di crisi.

“Il Ministero – ha continuato – ha riconvocato a stretto giro di posta l’intero gruppo Landi Renzo perché la vertenza Lovato va vista nel suo insieme. Lovato Gas è una azienda storica che in questi ultimi anni non solo non ha fatto un’ora di cassa integrazione, ma anzi ha fatto molte ore di straordinari e ha rinforzato gli organici con i lavoratori interinali. Lovato gas è un nome riconosciuto nel segmento del più ampio settore delle energie alternative, che sta registrando una nuova crescita, con nuove opportunità di sviluppo. A riprova di questo sono già pervenute diverse manifestazioni di interesse per l’acquisizione dell’azienda e per il suo mantenimento produttivo Vicenza”.

Proprio perché la vicenda va considerata a livello nazionale e non più solo locale, è stato annullato il tavolo regionale previsto per lunedì 13. “Alla luce dell’incontro di oggi – ha infatti concluso Donazzan – ritengo che non si debba discutere solo sulle sorti dello stabilimento vicentino, ma che l’interesse per un marchio storico di un settore strategico debba essere di livello nazionale: anche il ministro del lavoro Giuliano Poletti mi ha chiesto di presidiare la vertenza e di tenerlo aggiornato”.

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