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Tenta di estorcere 100 mila euro al datore di lavoro

Vicenza – 100 mila euro per non rivelare, alla Guardia di Finanza, presunti illeciti amministrativi riguardanti l’azienda per la quale lavorava. È la richiesta estorsiva che Alex Alberto Rodriguez Robles, operaio, nato in Perù 48 anni fa, avrebbe avanzato al suo datore di lavoro, un imprenditore di circa 70 anni, la cui azienda, con sede nella zona di Longare, opera nel settore della vendita di pellame.

L’imprenditore, ripresosi dallo shock per questa richiesta di denaro che all’inizio ammontava a 40 mila euro, ma che poi è lievitata fino ad arrivare a 100 mila, ha innanzitutto cercato di far capire al suo operaio, residente a Rovolon, in provincia di Padova, l’inesistenza di violazioni di carattere tributario, come peraltro confermato dai controlli eseguiti dagli uomini dell’arma.

Vista, però, l’insistenza con la quale il 48enne avrebbe continuato a minacciare di inviare, nel caso gli fosse accaduto qualcosa, una copia della documentazione ritenuta compromettente alle Fiamme Gialle, il 9 novembre l’imprenditore ha trovato il coraggio di rivolgersi ai carabinieri della stazione di Longare. I militari si sono subito messi al lavoro, preparando un dispositivo che ha permesso loro, nella mattinata di ieri, di cogliere l’uomo in flagranza di reato e di arrestarlo.

In sintesi, l’imprenditore, assistito in tutte le fasi della vicenda dagli uomini dell’arma, si è accordato per il pagamento di una parte della cifra richiesta, con la promessa di consegnare l’importo rimanente in un secondo momento. La consegna simulata è avvenuta negli uffici dell’azienda: una volta preso possesso delle due buste contenenti i 70 mila euro (quasi tutte banconote false), i carabinieri della stazione di Longare, assieme ai loro colleghi del nucleo operativo, hanno bloccato e arrestato il sudamericano con l’accusa di estorsione aggravata continuata. Per motivi di salute, il 48enne si trova ora agli arresti domiciliari.

“Quando le persone trovano il coraggio di denunciare quanto accaduto – ha sottolineato il capitano Umberto Gallucci, comandante della compagnia di Vicenza -, la nostra risposta è immediata e, come in questa occasione, risolutiva. Dalle verifiche effettuate abbiamo appurato che, in realtà, la documentazione non esisteva. Si trattava, più che altro, della minaccia di creare nocumento all’imprenditore con una falsa pubblicità che gli avrebbe creato dei danni”.

Ilaria Martini

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