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La formazione come arma per contrastare la violenza

Venezia – Domani, sabato 25 novembre, ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne e, nei giorni scorsi, abbiamo presentato molte attività che diversi comuni hanno organizzato con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere una riflessione su questa grave piaga sociale.

Una azione molto concreta su questo tema è stata attivata dalla Regione Veneto e consiste in un piano straordinario di formazione degli operatori di pronto soccorso, per riconoscere e contrastare la violenza contro le donne e i minori. Questo programma coinvolge 3300 tra medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, forze dell’ordine e legali, per un totale di 110 corsi attivati in tutte le nove Ulss.

La prima fase prevede la formazione dei referenti, due per ogni pronto soccorso, e la creazione dei gruppi interdisciplinari: nei prossimi mesi inizieranno i corsi per tutto il personale. L’obiettivo è, in sintesi, quello di preparare il personale sanitario e dei servizi sociosanitari a riconoscere i segnali della violenza di genere e ad affiancare donne e minori nel percorso di consapevolezza e autotutela.

“E’ questo – ha commentato l’assessore regionale al sociale, Manuela Lanzarin – il modo più concreto per celebrare la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e per mettersi concretamente dalla parte delle vittime di sopraffazioni fisiche e psicologiche, in particolare in ambito domestico. Non vogliamo che la Giornata del 25 novembre si riduca solo ad uno slogan, ma che sia una scadenza del calendario che ci impegna a verificare quanto fatto e ad assumere iniziative efficaci per proteggere e difendere la vita delle donne e dei loro figli”.

“Purtroppo il fenomeno della violenza di genere, in tutte le sue drammatiche varianti, è in costante aumento – ha continuato -. La rete veneta dei 40 centri antiviolenza e strutture protette lo scorso anno ha accolto quasi duemila donne e ricevuto più di 5 mila chiamate. E’ un presidio prezioso e indispensabile, ma è importante rafforzare la rete di prevenzione, cominciando dal personale medico e paramedico del pronto soccorso, spesso la prima sentinella nel riconoscere i segni della violenza. Per questo abbiamo investito i 946.400 euro assegnati al Veneto dal fondo statale per le pari opportunità in un piano straordinario e capillare di formazione rivolto a tutto il personale sanitario e sociosanitario  dei servizi di urgenza ed emergenza”.

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