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Lo stagno principale dell'oasi di Casale, a Vicenza
Lo stagno principale dell'oasi di Casale, a Vicenza

E’ l’Oasi di Casale, non la Terra dei fuochi (forse)

Vicenza – Indagini dei carabinieri del Noe di Treviso all’Oasi di Casale, a Vicenza, nella parte che si teme sia interessata da un inquinamento da cromo esavalente, scaricato agli inizi degli anni ’80, come sostiene da anni il Comitato di Casale. A renderlo noto sono Liliana Zaltron, consigliere comunale a Vicenza del Movimento Cinque Stelle, e Giuseppe Romio, responsabile del comitato per la difesa del territorio di Casale.

I carabinieri hanno reso noto in proposito che sono state eseguite sul posto analisi tecniche non invasive, dalla ditta Gia Consulting, di Napoli, la quale ha siglato un protocollo d’intesa con il Comando dei carabinieri per la tutela dell’ambiente. Sono stati utilizzati il magnetometro e il georadar. L’area indagata invece è di circa cinque ettari e, già in fase preliminare, sarebbero state evidenziate delle anomalie che verranno approfondite successivamente tramite degli scavi. Le analisi tecniche sono state eseguite con la supervisione e dietro indicazione dei militari del Noe Carabinieri di Treviso.

“Il Comitato di Casale ed il Movimento Cinque Stelle di Vicenza – commentano Romio e Zaltron – ringraziano vivamente i carabinieri del Noe di Treviso per aver iniziato le indagini all’Oasi di Casale, indagini ripetutamente richieste sia dal Comitato che dal M5S, sia con interrogazioni o mozioni presentate al consiglio comunale di Vicenza, che con una raccolta di oltre quattrocento firme, e ripetutamente rifiutate dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Variati.

“Confidiamo – concludono – che queste indagini, facciano finalmente luce su una vicenda che si trascina ormai da più di trent’anni, con la speranza che non sia una nuova edizione della Terra dei fuochi”.

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