martedì , 14 Settembre 2021

Donne, nuova sede per il centro antiviolenza

Vicenza – Questi giorni dedicati alla riflessione sulla atrocità della violenza sulle donne hanno anche dato l’occasione per presentare la nuova sede del Centro antiviolenza (Ceav, nelle foto sopra, in occasione dell’inaugurazione) di Vicenza, trasferitosi da alcuni giorni da via Torino, in stradella Cappuccini 67. Lo sportello di aiuto alle donne continuerà a rimanere aperto con i consueti orari:  lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 14.30, il giovedì dalle 9 alle 17 (0444230402, ceav@comune.vicenza.it). In cinque anni di attività il Centro Antiviolenza è diventato un punto di riferimento per donne che subiscono violenza.

Dall’aprile 2012 il centro ha ricevuto 1105 contatti: utenti e operatori del territorio si sono rivolti al Ceav per richiedere consulenza, orientamento, informazioni o per fissare un appuntamento. Dalla sua apertura il Ceav ha preso in carico 578 situazioni di violenza o maltrattamento, soprattutto da parte del partner, dato in linea con quelli riportati dalle statistiche nazionali. Di queste sono 96 i casi attualmente ancora aperti. Si tratta di numeri importanti, soprattutto se teniamo conto che l’ultima indagine Istat sulla violenza di genere in Italia ha messo in rilievo come il numero delle donne vittime di maltrattamenti che si rivolge ai centri antiviolenza sia ancora molto basso (4,9%), dato che lascia supporre quale possa essere la reale portata del fenomeno nel nostro territorio.

La competenza territoriale del Ceav riguarda il territorio della ex Ulss 6, all’interno della quale circa un terzo della popolazione risiede a Vicenza. Tra gli utenti, il 56%, proviene dal Comune di Vicenza e il 41% dagli altri comuni della Aulss 8 Berica (ex Ulss 6). Il restante 3% è composto da utenti residenti fuori dal territorio ma domiciliati nei comuni di competenza in situazioni di emergenza. Il 67% dell’utenza del centro antiviolenza è di nazionalità italiana mentre il 33% straniera. Più del 50 % delle donne prese in carico convive con il maltrattante, generalmente il compagno o il marito; più della metà hanno figli minori; quasi il 46% delle donne in carico sono prive di reddito.

Sul totale delle 578 persone prese in carico, più di 30 si sono rivolte nuovamente al centro dopo un certo periodo di tempo dalla chiusura del caso, perché si sono ritrovate nuovamente in una situazione di violenza oppure hanno necessità di un orientamento. Le persone che hanno sporto denuncia o i casi di denuncia d’ufficio sono poco più del 30%; meno di 40 sono i casi in cui si è dovuti ricorrere ad una misura cautelare per la gravità della situazione. Risultano 23 condanne (alcune solo in primo grado, altre con sentenza definitiva con patteggiamento del reo), tenendo presente che è un numero incompleto perché in molti casi il percorso al Ceav termina prima della chiusura del procedimento penale.

Infine, due parole su “La valigia di Caterina”, che è un progetto rivolto alle donne senza indipendenza economica, costrette ad abbandonare un partner violento. A loro viene donata la valigia,  una borsa piena degli strumenti che servono per andare via di casa, trovare un lavoro, avere una buona salute, garantire ai propri figli un ambiente sereno. L’iniziativa, unica in Italia, è dell’assessorato alla comunità e alle famiglie del Comune di Vicenza, dell’associazione Donna chiama Donna, che gestisce il centro antiviolenza, e dei Lions di Vicenza e provincia, ed è ispirata e dedicata all’avvocato vicentino Caterina Evangelisti Fronzaroli, scomparsa nel 2015 al culmine di una vita professionale e umana dedicata alla tutela dei minori e delle donne maltrattate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità