“Commissione banche da commissariare”

Vicenza – “Indecente ciò che sta succedendo all’interno della commissione banche, dove si secretano documenti di proprietà del popolo e dei risparmiatori italiani. Una commissione che fa audizioni ad alcune associazioni auto referenziali senza associati”. Parole dure, piene di amarezza e sconforto quelle che scrivono in una nota diffusa oggi i responsabili dell’associazione di risparmiatori truffati “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”, che continuano definendo “scandaloso, inammissibile, inaccettabile che un organo istituzionale prenda come interlocutore di riferimento su una questione così delicata, che ha coinvolto migliaia di famiglie, soggetti che rappresentano interessi diversi da quelli dei risparmiatori truffati”.

“Ci sono associazioni, in questa vicenda – si legge nella nota dell’associazione dei piccoli azionisti BpVi -, che non hanno associati. Ci sono banche, in questo paese, che non hanno soldi e commissioni che andrebbero commissariate. Tutto questo, solo in Italia! Non siamo sciocchi, e ve lo dimostreremo”. L’associazione come è noto non ha mai creduto all’utilità della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, declinandone anche l’invito ad essere ascoltata.

L’associazione chiede invece al governo ed al mondo politico azioni concrete, come l’inserimento di un emendamento alla finanziaria per rendere possibile un risarcimento dei risparmiatori che hanno perso i loro soldi nel crack delle due banche popolari venete. Per questo stanno portando avanti un’opera di sensibilizzazione e di coinvolgimento di parlamentari, in particolare dei senatori vicentini, con i quali c’è già stato un incontro il 27 ottobre scorso. Ce n’è anche in programma un secondo, venerdì 3 novembre, alle 13, sempre a Vicenza presso la sede dell’associazione, in via Zamenhof 829.

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