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Bulgarini D’Elci: “Quattro proposte per la sicurezza”

Vicenza – Un controllo più attento del territorio, più presenza nei quartieri, strumenti più moderni per prevenire illeciti e reati, ridurre il conflitto sociale con le comunità straniere. Sono le linee generali per la sicurezza, a Vicenza, proposte durante un incontro da jacopo Bulgarini d’Elci, oggi vicesindaco e soprattutto candidato alle primarie del centrosinistra per la corsa alla guida della città. “La sicurezza urbana – ha detto Bulgarini D’Elci – è una delle grandi priorità per immaginare la città del futuro: allo stesso livello della sicurezza ambientale, una vera emergenza di cui ci dovremmo occupare di più, e di quella sociale ed economica”.

Jacopo Bulgarini d'Elci
Jacopo Bulgarini d’Elci

Il candidato dunque individua quattro strumenti per dare più sicurezza a Vicenza, ed il primo potrebbe essere l’istituzione di un vigile di quartiere, che operi in un ristretto contesto territoriale, in modo da costruire un legame tra il quartiere e il proprio referente di polizia locale. Il secondo è l’uso di tecnologia che “già esiste – ha sottolineato – per migliorare strumenti di cui già siamo dotati: le telecamere. Quelle di oggi si limitano a registrare quanto accade, ma se ne possono usare di più intelligenti e sofisticate, grazie a software che le rendano capaci di riconoscere in tempo reale comportamenti anomali e dare l’allarme ad un operatore in centrale”.

“Il terzo strumento – ha aggiunto Bulgarini d’Elci – è l’uso di mediatori stranieri, per ridurre le conflittualità con quelle parti di cittadinanza extracomunitaria che faticano a integrarsi. Questa mediazione può essere utile sia in contesti di microcriminalità, sia nella semplice riduzione di tensioni dovute a incomprensioni culturali o a differenza di costumi e di abitudini. Un buon esempio di applicazione è campo Marzo, dove la presenza e l’intervento di mediatori stranieri addestrati può aiutare a ridurre i problemi”.

“Infine dobbiamo adottare un atteggiamento più deciso, meno rinunciatario – ha concluso Bulgarini -. Stiamo parlando di temi complessi, le cui soluzioni dipendono in larga parte dalla collaborazione con Questura e Prefettura, ma che possono vedere un apporto più incisivo da parte comunale. Intransigenza è la parola che pongo al centro della riflessione: intransigenza anche verso noi stessi, nel pretendere e garantire il rispetto scrupoloso delle regole, e ovviamente verso coloro che accogliamo e ospitiamo. Accanto ai diritti, è tempo di aprire una nuova stagione di doveri”.

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