Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)
Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)

Autonomia, inviato al Governo il progetto di legge

Venezia – E’ stata pubblicata ieri sul bollettino ufficiale regionale la proposta di legge statale per una maggiore autonomia del Veneto, ed oggi il presidente della Regione Luca Zaia ha inviato al presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni, e per conoscenza al sottosegretario per gli affari regionali, Gianclaudio Bressa, una lettera corredata dal testo del progetto di legge “che si pone – scrive Zaia – come la base e l’oggetto del programma di negoziati che la Regione del Veneto chiede di poter avviare sin da subito con il governo”.

Insomma, il Veneto , dopo il referendum e la discussione in consiglio regionale, ha fatto il passo con il governo per chiedere di essere più autonomo su molti fronti, compreso quello fiscale con la richiesta di trattenere sul territorio il 90% delle imposte. Nei giorni scorsi il consiglio regionale ha dato ampio mandato a Zaia per la trattativa con il governo votando un ordine del giorno in questo senso. Ricordiamo che il Veneto chiede al governo l’autonomia su tutte le materie per le quali questo è possibile, e si parla di oltre una ventina di voci. Inoltre avanza, come detto la richiesta di trattenere i nove decimi del gettito fiscale del territorio. Su quest’ultima questione Zaia ha detto di rifiutarsi di pensare che anche un solo cittadino veneto consideri eccessiva questa richiesta.

“Nessun veneto si scandalizza per questo – ha sottolineato -, caso mai i veneti si scandalizzano per i 33 miliardi di sprechi nel bilancio dello Stato. Lo stesso Gentiloni ci ha detto che chiedere l’autonomia non è una eresia, ma una richiesta di efficienza. Noi conosciamo bene i nostri conti, nella legge e nei nostri studi abbiamo esploso e contabilizzato ogni competenza. Quelli che non conosciamo in realtà sono i veri conti dello Stato, e in questo mi confortano anche i pareri autorevoli dei membri della nostra delegazione trattante che, del bilancio italiano e della fiscalità, conoscono ogni meandro”.

Quanto ai possibili partner della trattativa, ovvero Lombardia ed Emilia Romagna, il governatore ha ribadito l’intenzione di voler un percorso su misura. “A differenza delle altre due regioni – ha ricordato – abbiamo già sgrezzato la materia e definito materie e funzioni. Nella trattativa sono disposto a sedermi con tutti, ma il Veneto ha le sue specificità: per esempio abbiamo 90 mila bambini che frequentano la scuola d’infanzia paritaria e 20 mila allievi delle scuole di formazione professionali. Dovremo fare in modo di portare a casa competenze e risorse vere, perché l’autonomia senza soldi non serve a niente”.

“Non andiamo a Roma col coltello fra i denti – ha poi concluso Zaia – o soltanto, come dice qualcuno, per farci dire no. Ma se la controproposta  del governo non sarà dignitosa e rispettosa dei veneti, siamo pronti anche a dire di no. Siamo l’unica regione incastrata tra due regioni a statuto speciale, siamo stanchi di essere accomunati in un indefinito Nordest. Siamo un popolo di imprenditori che lavorano in condizioni non facili e di comunità di confine che si ritrovano a guardare a Trento e Bolzano e al Friuli come alla valle dell’Eden”.

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