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Acque del Chiampo incontra le Mamme No Pfas

Arzignano – Dopo essere stato ricevuto, a Roma, dal ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti e a Venezia, dagli assessori regionali alla sanità, Luca Coletto, e all’ambiente, Gianpaolo Bottacin, in questi giorni il comitato Mamme no Pfas ha preso parte ad un incontro nella sede di Acque del Chiampo, durante il quale è stato fatto il punto della situazione a proposito dell’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche.

All’appuntamento, che si è protratto per quasi quattro ore, oltre ad una nutrita rappresentanza del comitato hanno partecipato il direttore generale e il consigliere delegato di Acque del Chiampo, rispettivamente Alberto Piccoli e Andrea Pellizzari, il presidente del Consiglio di bacino Valle del Chiampo, Giorgio Gentilin e Nicola Dell’Acqua, direttore generale di Arpav e coordinatore per l’emergenza Pfas.

Dopo aver ripercorso le tappe dell’emergenza correlata alla contaminazione delle acque da questi composti chimici, sono state elencate le azioni messe in campo negli ultimi quattro anni, vale a dire da quando è giunta la prima segnalazione sul problema.

“In questi ultimi quattro anni – ha sottolineato Pellizzari – Acque del Chiampo ha investito quasi tre milioni di euro in ricerca, sistemi di filtrazione e nuovi allacciamenti idrici per rispondere ad un pericolo che hanno causato altri. Il risultato è che dal 6 di ottobre Lonigo, dal punto di vista acquedottistico, e dal 18 ottobre Brendola si trovano a zero Pfas. Abbiamo anche avviato con il Consiglio di Bacino tutte le azioni legali utili ad ottenere il risarcimento del danno causato dalla Miteni e stiamo collaborando con la Procura della repubblica. Fin da quando è arrivata la prima segnalazione, abbiamo operato con tempestività”.

“Abbiamo lavorato di concerto con i sindaci – ha insistito Gentilin – nella gestione dell’emergenza ed ora che siamo a zero Pfas dobbiamo pensare ad evitare che ricapitino situazioni come questa. Con Pellizzari e con il Consiglio di Bacino, stiamo ultimando una proposta per mettere in sicurezza tutta l’area anche fuori dalla cosiddetta zona rossa”.

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