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Violenza sulle donne, Dalla Rosa: “Nuova cultura”

Vicenza – In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il candidato alle primarie del prossimo 3 dicembre, Otello Dalla Rosa, è intervenuto oggi su questo delicato ed importante tema, delineando il proprio punto di vista. “È fondamentale – ha detto –  avere ed estendere servizi dedicati come il Centro antiviolenza di Vicenza che in cinque anni ha preso in carico oltre 500 donne sottoposte a diverse forme di violenza: fisica, sessuale, psicologica, economica”.

“È però altrettanto necessario – ha aggiunto Dalla Rosa – promuovere azioni di sensibilizzazione e di educazione all’affettività, alla cultura del rispetto e della valorizzazione delle differenze. Per questo quanto fatto finora, come la formazione per alunni e docenti sulla gestione non violenta dei conflitti, rappresenta la strada giusta e deve essere esteso il più possibile, in tutti gli ordini di scuola, sin dai primi anni di vita. Va evidenziato, inoltre, il ruolo importante degli uomini non violenti, è necessario che sempre più facciano sentire forte la loro voce insieme alle donne”.

Dalla Rosa ha anche ricordato l’importanza che non siano sottovalutate le implicazioni che hanno sui minori le violenze domestiche. “Nei prossimi giorni- ha sottolineato Dalla Rosa –  il consiglio comunale di Vicenza discuterà una mozione importante, che apre un nuovo e fondamentale tassello nel contrasto alla violenza, ovvero il tema degli uomini maltrattanti, che deve vedere anche il ccapoluogo, assieme agli altri comuni della provincia e le istituzioni preposte, esercitare un ruolo attivo e propositivo”.

“Siamo tutti in marcia contro la cultura della violenza – ha concluso il candidato -: fisicamente oggi, 25 novembre, nel centro della città e tutti i giorni nelle nostre quotidianità e ruoli. Diciamo no al potere, al desiderio di possesso all’interno delle relazioni, all’incapacità di vivere rapporti pieni e veri fra persone. Diciamo si alla valorizzazione della ricchezza di cui donne e uomini sono portatori. A una cultura del rispetto e della valorizzazione dell’altro che parte dalle relazioni in famiglia, dall’educazione all’affettività nei banchi di scuola e nei rapporti fra pari”.

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