Trasporti e logistica, la protesta a Vicenza

Vicenza – Vicenza in pole position in Veneto e in Italia, per lo sciopero nel settore della logistica, del trasporto merci e delle spedizioni, con i lavoratori guidati dalla Filt Cgil provinciale per ripristinare i diritti negati dalle associazioni datoriali al tavolo del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, dopo la rottura della trattativ,a hanno indetto tre giornate di sciopero il 27, 30 e 31 ottobre.

Oggi a Vicenza si sono svolte due manifestazioni: una di Cisl e Uil con volantinaggio a Vicenza Ovest e l’altra in centro città, molto più numerosa, organizzata dalla Filt Cgil, nella quale hanno sfilato forse 500 persone. Erano soprattutto corrieri, spedizionieri, magazzinieri della logistica e trasportatori, il cui corteo è partito dal piazzale della stazione per giungere, attraverso porta Castello e tutto il corso Palladio, fino a piazza Matteotti, dove si è svolto il comizio del segretario generale provinciale Daniele Conte.

“I lavoratori – ha detto Conte – vogliono acquisire i diritti previsti dal contratto e negati in molti cantieri: si parla della 14esima, delle ferie e degli scatti di anzianità, che saltano ad ogni cambio di appalto, dei permessi, addirittura delle ferie negate e mai pagate. Insomma diritti acquisiti in cento e passa anni di lotte sindacali e che i rappresentanti delle aziende vorrebbero far saltare nel contratto. C’è il rischio che questi lavoratori diventino i nuovi schiavi”.

Diversi gli interventi sul cassone del pick-up alla testa del corteo: tutti a sottolineare che vogliono un orario preciso (il cartellino da timbrare) ed essere pagati per le ore che fanno. Un giovane driver italiano sui 25 anni racconta in pubblico in piazza Matteotti che si sveglia alle 3 del mattino per raggiungere il cantiere e iniziare a lavorare alle 5. E finisce alle 21. “Vogliamo timbrare il cartellino e quando siamo stanchi di stare al volante essere liberi di rifiutarci di fare gli straordinari” dicono quasi tutti quelli che intervengono.

I rappresentanti sindacali raccontano invece cosa vuole la parte datoriale. “Si vuole far pagare ai lavoratori – ha spiegato Conte – la grande competizione che esiste tra le aziende. Inoltre le aziende vogliono estendere l’orario ordinario di lavoro per gli autisti, computando ai lavoratori anche il rischio di impresa, in una piattaforma di rinnovo presentata con molta arroganza a Roma il 6 ottobre scorso. Una situazione che ha fatto saltare le trattative sul tavolo nazionale. La parte datoriale lamenta la crisi economica, quando invece noi vediamo, nella realtà, che il settore dell’ecommerce, ad esempio, è in piena espansione e  i marchi internazionali moltiplicano i profitti”.

Domani 31 ottobre 2017 la protesta seguirà con sit-in nelle grandi aziende multinazionali presenti nel vicentino. Da segnalare il presidio alla Dhl Supply Chain di isola Vicentina (dove si sono registrate le peggiori condotte antisindacali da parte della cooperativa in appalto, la Fenice, contro i lavoratori e contro la Filt. Un presidio importante sarà anche alla Brt, a Schio, in via Puglia, dove i dirigenti del cantiere sempre per comportamenti antisindacali sono stati raggiunti da diffide. Infine, domani sciopero e sit-in anche a Maglio di Valdagno, al centro logistico della Valentino.

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