Loris Bertocco (Foto tratta dal sito verdi.it)
Loris Bertocco (Foto tratta dal sito web verdi.it)

Perché la Regione non ha aiutato Loris Bertocco?

Venezia – “La lettera di Loris Bertocco, pubblicata su Repubblica.it e nella quale annuncia il suo suicidio assistito in Svizzera, racconta la storia di una persona abbandonata dalle istituzioni regionali che avrebbero dovuto e potuto contribuire a garantirgli un’esistenza dignitosa. In particolare, Bertocco descrive le ripetute circostanze in cui si è rivolto alla Regione del Veneto, senza ricevere alcuna risposta in termini di aiuto concreto, arrivando poi ad arrendersi di fronte all’incomprensione da parte delle istituzioni regionali, per altro mai decentemente argomentata. Perché la Regione gli ha negato l’accesso ai fondi straordinari previsti dalla dgr 1177/2011?”

Così il consigliere regionale veneto di Articolo Uno Mdp, Piero Ruzzante, che ha anche depositato una interrogazione alla giunta dal titolo “La scelta di Loris Bertocco: la Regione Veneto lo ha mai aiutato quando avrebbe dovuto?” chiedendo anche quale sia l’orientamento di Palazzo Balbi rispetto al testamento biologico e al fine vita. Ricordiamo che Bertocco, veneto di 59 anni, ebbe un grave incidente stradale quando non era neanche ventenne e rimase completamente paralizzato, in una situazione di non autosufficienza. Pur essendo riuscito ad avere una vita piena, anche impegnandosi in politica, con i Verdi, negli ultimi anni le sue condizioni si erano aggravate, ed anche la sua situazione generale, sul piano dell’assistenza.

“Bertocco – continua Ruzzante – racconta di aver cercato invano e per ben due anni, dal 2011 in poi, di accedere ai contributi regionali straordinari per casi di particolare gravità. In quel periodo l’assessore ai servizi sociali era l’onorevole Sernagiotto, oggi protagonista delle cronache giudiziarie del Veneto. Agghiacciante apprendere che in quegli anni, dai fondi per il sociale, si siano ricavati tre milioni e mezzo per finanziare una birreria mentre ci si dimenticava di una persona che aveva chiesto assistenza per vivere un po’ meglio la propria vita”.

Sulla triste vicenda è intervenuta anche un’altra consigliera regionale, la pentastellata Patrizia Bartelle, che parla di “Un chiaro esempio di assenza di una regione che non si fa carico dei suoi cittadini. Cosa se ne farà – si domanda la Bartelle – di quella autonomia che rincorre strumentalmente mentre non applica ciò che  già può fare, nel sociale, ambito in cui gode della più ampia autonomia?” Anche lei presenterà una interrogazione alla giunta regionale per sapere se in Veneto ci sono altri cittadini che hanno bisogno di assistenza continua e, nel caso, se hanno un’assistenza sufficiente.

“Nessuno – conclude la consigliera M5S – vorrebbe vivere in una regione che non garantisce il rispetto e la dignità della persona. Non servono le rassicurazioni date ai territori in protesta: serve ascoltare la gente e rispondere alle richieste, rivedendo la politica regionale sanitaria, ma non al ribasso per recuperare denaro, ma nel suo impianto complessivo. Servono valutazioni serie sulla spesa sanitaria, non seguire sempre la spesa storica. Bisogna capire come e da cosa è composta la spesa sanitaria, e poi parlare di distribuzione dei denari arrivati dal governo centrale. Loris, la sua famiglia e i suoi amici, potranno mai perdonare?”

Infine, La senatrice del Pd Rosanna Filippin interviene sulla necessità che il paese si doti di una seria legge sul fine vita. “Sarei ben felice di votarla – sottolinea -,  darebbe una risposta concreta ai casi degli italiani costretti ad andare in Svizzera. Ci vuole però onestà intellettuale: sarà difficile che questa legge passi in questa legislatura a causa di migliaia di emendamenti presentati. È un peccato che alcune parti politiche si siano messe di traverso, in modo pregiudiziale, su un tema così delicato. Capisco la libertà di coscienza, ma come essa è garantita per i parlamentari, dovrebbe esserlo anche per i cittadini, con una legge che tuteli la libertà di scelta sul fine vita. Se non ora, speriamo che questa legge possa trovare finalmente attuazione nella prossima legislatura in modo da dare risposta alla richiesta di libertà e di dignità da parte dei cittadini”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *