Da sinistra: Morgan Prebianca, Maurizio Ferron, Elena Donazzan, Giampaolo Zanni
Da sinistra: Morgan Prebianca, Maurizio Ferron, Elena Donazzan, Giampaolo Zanni

Lovato Gas, la Regione: “No alla delocalizzazione”

Vicenza – Molto soddisfacente, così la Cgil definisce l’incontro avvenuto nel pomeriggio di oggi fra la Regione Veneto e i rappresentanti sindacali e i lavoratori della Lovato Gas di Vicenza. Alla riunione hanno partecipato l’assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan, le Rsu dell’azienda vicentina, Giampaolo Zanni, segretario generale di Cgil Vicenza, Maurizio Ferron, segretario di Fiom Cgil Vicenza e Morgan Prebianca della segreteria provinciale Fiom Cgil.

“La Regione si è schierata a fianco dei lavoratori – ha sottolineato Prebianca al termine dell’incontro – ed ha concordato che il piano del gruppo Landi, a cui appartiene la Lovato Gas, non ha un senso logico né industriale. Da oggi inizia un percorso anche con la Regione Veneto, che porterà ad incontrare, prossimamente, anche l’azienda. Abbiamo anche proposto all’assessore al lavoro di venire con noi al Ministero dello sviluppo economico, a nome della Regione Veneto e a sostegno la nostra richiesta di mantenre a Vicenza il sito produttivo della Lovato Gas”.

Prebianca ha anche assicurato che la mobilitazione dei lavoratori a presidio della fabbrica di Strada di Casale non si fermerà. “Noi non molliamo – ha avvertito -. Le linee produttive non usciranno dalla azienda, le difenderemo anche fisicamente. Siamo pronti pure ad occupare la fabbrica”.

“La Regione Veneto – ha detto da parte sua Elena Donazzan – segue con attenzione e preoccupazione le sorti della Lovato Gas di Vicenza: il tavolo di crisi si sta adoperando per verificare con l’amministratore delegato e la proprietà del gruppo Landi il possibile riposizionamento strategico della società nella produzione e nei mercati”. Ricordiamo che la società, leader nella produzione di sistemi di alimentazione a metano e Gpl per autotrazione, è intenzionata a ridurre di 67 unità gli occupati nello stabilimento vicentino, e di 146 il numero dei lavoratori nelle sedi italiane.

“Sono già in contatto con il ministro del Lavoro Poletti – ha aggiunto l’assessore al Lavoro -, che sta seguendo questa vertenza. Sono intenzionata, inoltre, a coinvolgere nella gestione della crisi anche l’amministrazione regionale dell’Emilia Romagna, dove ha sede la capofila del gruppo, perché anche il polo di Reggio Emilia è interessata dall’operazione di ridimensionamento degli organici e di riposizionamento della società”

Le officine Lovato, fondate 60 anni fa a Vicenza da Ottorino Lovato, secondo il piano di ristrutturazione presentato dal gruppo Landi, dovrebbero cessare l’attività di produzione diretta, conservando solo le strutture commerciali e il settore di ricerca e sviluppo. Una ipotesi nettamente contrastata dai lavoratori (per l’80 per cento donne) che intravvedono un progressivo disimpegno della proprietà nel territorio italiano nel quadro di una riorganizzazione globale del gruppo, che ha sedi anche in Romania, Pakistan, America del Nord e Argentina ed opera in oltre 50 paesi.

“Ciò che non capisco del piano industriale proposto dalla proprietà – ha messo in evidenza l’assessore regionale – è il disegno di delocalizzare quando sotto l’aspetto produttivo ed economico l’operazione appare un fallimento annunciato. Infatti, la tendenza degli ultimi anni va in direzione opposta, ovvero c’è il cosiddetto reshoring”.

“Oggi – ha concluso Donazzan – i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto l’affiancamento della Regione in una battaglia volta non solo a conservare i posti di lavoro ma a difendere anche un patrimonio di professionalità, manifattura e brevetti che sino a pochi anni fa ha garantito clienti importanti e ricavati più che soddisfacenti. Ora sono subentrati fattori di crisi in alcuni dei maggiori mercati esteri, ma il settore nel quale Lovato Gas opera e le potenzialità dello stabilimento vicentino rappresentano un asset al quale la Regione Veneto non intende rinunciare”.

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