Autoanalisi sui Pfas

Lonigo, in migliaia in piazza contro i Pfas

Lonigo – Migliaia di persone questa mattina hanno partecipato, a Lonigo, alla manifestazione “Acqua libera dai Pfas”, promossa dai gruppi di genitori attivi contro le sostanze perfluoro alchiliche. La mattinata di protesta, più precisamente, era stata organizzata dal Gruppo mamme No Pfas, e sono state moltissime le famiglie presenti, con bambini e ragazzi, assieme alle associazioni ambientaliste, a quelle sportive e culturali e alle istituzioni. Molti infatti i sindaci coinvolti, provenienti dalle tre province interessate dal problema Pfas, gli amministratori regionali, i gestori dei servizi idrici, ed anche alte personalità con ruoli diversi, basti citare lo stesso vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol.

“Siamo riconoscenti – hanno commentato, ad esempio, i consiglieri regionali Guarda e Freacasso, entrambi del centrosinistra – ai genitori e a tutti i cittadini attivi della zona rossa, per aver dato oggi testimonianza della forte preoccupazione e della determinazione di chi vive nel territorio contaminato dai Pfas, persone che da anni chiedono interventi celeri, non solo per  la tutela della salute, ma anche dell’acqua e della nostra terra. Una coralità importante arricchita dalle preghiere preziose della comunità cattolica, supportata dalle parole del vescovo, monsignor Pizziol, e dei rappresentanti delle comunità sikh e musulmana di Lonigo. Una preghiera condivisa che testimonia la necessaria unità per la difesa della natura e della vita, e che sostiene e rinvigorisce il lavoro a servizio della nostra terra”.

“Ribadiamo – concludono i consiglieri – l’urgenza di mantenere fede agli impegni presi, in particolar modo quelli riguardanti il collegamento dell’acquedotto a fonti prive di Pfas, unica soluzione per le acque potabili, così come indicato dall’Istituto superiore della sanità, già nel 2013, e da anni da noi richiesto a gran voce in consiglio regionale. Ora non ci sono più scuse”.

Tra le presenze significative infine, da segnalare quella dell’associazione dei medici per l’ambiente Isde, il cui presidente nazionale, Vincenzo Cordiano, ha sfilato nel corteo odierno di Lonigo. Ha ricordato la posizione ufficiale espressa da Isde, fino dal 2015, nella sua carta programmatica, sottolineando poi che di inquinanti legalizzati, nell’acqua ce ne sono già fin troppi e che quindi non sarebbe una buona pratica, per la tutela di salute, autorizzarne altri.

“Equivarrebbe – ha detto Cordiano – a concedere la licenza permanente di continuare ad inquinare l’acqua, la catena alimentare, l’ambiente, come già successo in passato. Lodevoli sono comunque gli sforzi delle istituzioni tesi ad idenitficare e allontanare dall’acqua i composti chimici inquinanti. In particolare i Pfas, il cui numero esatto nessuno conosce. Tale ignoranza corrobora la posizione di Isde sull’assenza di limiti validi per la difesa delal salute umana nel caso di interferenti endocrini e probabilmente cancerogeni quali sono i Pfas. In Veneto ne sono dosati nell’acqua e nel sangue umano poco più di una dozzina, mentre il loro numero è di alcune migliaia”.

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