domenica , 12 Settembre 2021
Autoanalisi sui Pfas

Legambiente e Mamme no pfas ricevuti in Regione

Venezia – Acqua potabile da fonti di approvvigionamento non contaminate dalla presenza di pfas e nomina di un commissario straordinario per velocizzare la realizzazione delle opere. È quanto chiede la petizione, firmata da circa 15 mila persone, che una delegazione di Legambiente e di Mamme No Pfas ha consegnato stamani agli assessori regionali alla sanità, Luca Coletto, e all’ambiente, Gianpaolo Bottacin, durante un incontro a Palazzo Balbi, Venezia.

L’assessore Coletto ha sottolineato come la Regione Veneto sia stata la prima e l’unica a mettere in campo interventi concreti per affrontare il problema della contaminazione delle acque da sostanze perfluoro alchiliche. “Insieme alle tecnologie di filtrazione, che hanno consentito di abbattere in maniera significativa i Pfas – precisa una nota di Palazzo Balbi – è stata portata avanti una serie di azioni sul piano della sanità pubblica per monitorare la situazione della salute della popolazione e intercettare le eventuali patologie, confrontando l’andamento con altre aree non contaminate”.

“Se, nei nuovi nati venuti alla luce, prima del 2013, nell’area rossa si registrava un peso basso alla nascita, con l’introduzione delle misure anti-pfas negli acquedotti la situazione si è normalizzata. Tra le azioni in corso c’è anche una campagna di campionamento sugli alimenti di tipo stagionale in stretto contatto con l’autorità europea per la sicurezza alimentare, completata a settembre e i cui risultati saranno resi noti a novembre”.

Per quanto riguarda le azioni già intraprese, parlando di limiti, la giunta regionale ha deliberato i valori più restrittivi d’Europa per la presenza di pfas nelle acque potabili. Per gli scarichi industriali nell’area contaminata, la Regione ha imposto gli stessi limiti delle acque potabili non solo per i pfas a catena lunga, ma anche per quelli a catena corta. “Anche la caratterizzazione e la bonifica del sito della Miteni a Trissino – continua la nota – procedono a ritmo serrato sotto il controllo  di Arpav e dei Carabinieri del Noe”.

“Nell’emergenza Pfas – ha ricordato Bottacin – la Regione ha dovuto operare sostituendosi ai Ministeri della salute e dell’ambiente, senza averne gli strumenti. Per i nuovi acquedotti si sa che il Ministro ha stanziato 80 milioni, ma la tempistica per l’effettiva disponibilità delle risorse dipende dal Ministero dell’economia. La Regione ha comunque avviato, nel 2015, i lavori dei nuovi pozzi di approvvigionamento di Carmignano, i cui lavori si concluderanno in questi giorni”.

A proposito, poi, della richiesta di commissariamento, avanzata stamani, Coletto e Bottacin hanno ricordato che il presidente della Regiona, Luca Zaia, ha già chiesto formalmente al governo la deliberazione dello stato di emergenza, con poteri che implicano la gestione della situazione in forma commissariale.

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