Le strategie del Psi per il dopo referendum

Peschiera del Garda – Si è svolta ieri, a Peschiera del Garda, l’assemblea congiunta dei dirigenti del Psi del Veneto e della Lombardia e dei comitati socialisti per l’astensione al referendum sull’autonomia che si terrà nelle due regioni il 22 ottobre. “Nell’incontro – spiegano i socialisti in una nota – si è fatto il punto della situazione sulle iniziative di promozione dell’astensione al referendum leghista, sulle iniziative da portare avanti nell’ultima settimana di campagna referendaria e su cosa fare il giorno successivo al referendum. Abbiamo convenuto sull’opportunità della scelta astensionista”.

“E’ una scelta coraggiosa – continuano – poiché destinata a scontrarsi contro la potente campagna referendaria scatenata dalla Lega (fatta in parte con i soldi dei cittadini del Veneto), una scelta difficile ma intellettualmente onesta e non piegata dalla codardia di chi ha preferito mettersi nella scia del malcontento sobillato dalle forze del centrodestra. I socialisti promossero e sostennero la creazione delle Regioni. Regioni che avrebbero dovuto essere strumento di coordinamento delle autonomie locali e non, come purtroppo è accaduto, enti accentratori di potere a danno degli enti locali. Non è un caso che il referendum lanciato dalla Lega ignori gli enti locali.

Va sottolineato inoltre che, in Parlamento, il Psi sta portando avanti una politica di revisione delle autonomie speciali e si dice “pronto a sostenere le richieste di maggior autonomia che provenissero dalle altre Regioni secondo percorsi costituzionalmente previsti . Richieste di maggior autonomia – stigmatizzano i dirigenti socialisti – che la Lega a parole ha sempre fatto ma che poi, come nel caso del referendum di ottobre, si rivelano per ciò che realmente sono: slogan elettorali”.

“A Peschiera del Garda – concludono – abbiamo deciso di agire e, dal giorno successivo al referendum, in tutti i consigli comunali di Veneto e Lombardia in cui il Psi è presente, saranno presentate delle delibere da far votare e da inviare alle Regioni affinchè avviino realmente il processo costituzionale in grado di consentire ai cittadini delle due regioni di amministrare in maniera più efficace le risorse prodotte dai propri territori”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *