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Una mappa dell’Italia rinascimentale...
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Indipendenza della Catalogna e referendum veneto

Da Alex Cioni, presidente del comitato PrimaNoi e vicino alla destra vicentina, riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta sulla questione catalana e sul referendum in programma in Veneto nelle prossime settimane

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Vicenza – Se una parte di una nazione vuole dividersi dallo Stato di cui fa parte, è legittimo lasciarglielo fare o lo Stato ha il diritto di tutelare la propria integrità territoriale?. Forse si può dire che una cosa è chiedere più considerazione e rispetto dallo Stato centrale, come chiedono la gran parte dei veneti, altra cosa è mettere in discussione l’intero sistema su cui si regge l’unità di una nazione all’interno della quale possono convivere sensibilità, retaggi culturali e storie anche diverse.

Credo nell’unità nazionale, come credo che l’Italia sia la rappresentazione di un tessuto socioculturale composito, dal quale nasce la corretta definizione di “mille patrie”. La patria dei campanili, insomma, che però dovrebbe essere propedeutica a valorizzare le differenze, le ricchezze e le storie che esistono in una penisola che per secoli non è stata solo terreno di conquista nello scacchiere delle potenze straniere (come oggi, seppur in forma diversa), ma di forme di governo territoriale che attraverso le città Stato hanno plasmato tutto ciò che, all’Italia, viene invidiato dal mondo intero: la sua immensa bellezza che deriva da secoli di storia e di civiltà, non solo artistica ma anche tecnologica e giuridica.

Ciò premesso, quello in oggetto è un tema complesso e ricco di contraddizioni, nel senso che si possono trovare buone e cattive ragioni da ambo le parti. La domanda che mi pongo è molto semplice. In una fase storica nella quale il mondo è diviso in grande aree di influenza geopolitica di natura economia e militare, dividersi in micro staterelli, in prospettiva, è veramente la soluzione più adeguata ai bisogni di quei popoli che in molti casi rivendicano non a torto di divenire gli artefici del proprio destino?

E poi, è tanto peregrina la posizione di chi sostiene che un referendum indipendentista dovrebbe coinvolgere la nazione intera, non solamente quindi la parte direttamente interessata?. Mi rendo contro che è un paradosso, ma se domani dovessero chiedere l’indipendenza dall’Italia i cittadini dell’Alto Adige, come ci dovremmo comportare?

Alex Cioni

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