Lavoratori Miteni, firmato l'accordo per la Cigs

E’ muro contro muro tra la Miteni e i lavoratori

Trissino – Solo pochi giorni fa davamo notizia che, dopo gli scioperi delle settimane scorse, i lavoratori della Mitena avrebbero avuto un incontro con l’azienda, il 2 ottobre, e che si sperava fosse la volta buona, che ci fosse insomma una fumata bianca e che si iniziasse un dialogo per risolvere la difficile vertenza, resa ancor più problematica, come è ovvio, dal fatto che la Miteni è sotto i riflettori essendo considerata la fonte dell’inquinamento da Pfas in Veneto.

Ebbene, la fumata invece è stata nera, e si capisce quanto sia stata nera dal tono di una nota diffusa oggi dalla stessa azienda. “Prendiamo atto – vi si legge – con sconcerto della decisione di indire quattro giorni di sciopero a singhiozzo da parte dalla Rsu aziendale ch,e pur consapevole della difficile situazione economica, nonostante le proposte dell’azienda per cercare un punto d’incontro, si è resa indisponibile a qualsiasi confronto e chiede il completo ripristino di un anacronistico contratto di secondo livello”.

“E’ inaccettabile – continua Miteni – la strumentalizzazione del tema della sicurezza dei lavoratori da parte della Rsu. Ci sono programmi per la sicurezza all’avanguardia in Miteni. Abbiamo appena rinnovato dopo approfonditi audit le certificazioni. E’ noto che siamo soggetti a continue ispezioni da parte delle autorità preposte. Allo sciopero della scorsa settimana ha partecipato meno di un lavoratore su tre ma la Rsu sa bene che nell’incertezza delle adesioni lo stabilimento deve essere fermato. Sono comportamenti gravi, che respingono il dialogo e che mettono a rischio il lavoro di tutti.

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