Dalle banche al tifo, l’Italia va sempre più giù

Vicenza – Lo diciamo con il cuore dolente, consapevoli di dover girare un coltello nella piaga e di rendere evidenti le mancanze di qualcosa che si ama: l’Italia è davvero il paese dell’approssimazione, dell’incompetenza e delle cariche occupate senza averne merito. E’ sotto gli occhi di tutti purtroppo, basta leggere i giornali, anche solo in merito alle piccole grandi gaffe che ogni giorno vengono fatte. E queste gaffe derivano soprattutto da un uso troppo limitato del cervello. In altre parole, non si riflette prima di dire, fare o scrivere, perché a far difetto davvero è l’intelligenza. E i social network, Facebook in particolare, lo rivelano in abbondanza.

Qualche esempio? Eccone un paio, freschi di giornata. Un candidato alle elezioni siciliane, del Movimento Cinque Stelle, ha scritto un post attaccando il deputato del Pd Ettore Rosato, l’autore della brutta legge elettorale appena approvata e detta “Rosatellum”, dicendogli “ti bruceremo vivo”. E per par condicio ne diamo subito un altro, stavolta di casa nostra: è del vicesindaco di Montecchio Maggiore, che ha gioito per la sconfitta calcistica del Verona nella partita di ieri con l’Inter, concludendo con la frase “veronesi bastardi” ed offendendo quasi un milione di persone tra città e provincia. I due casi sono sintomatici, perché si tratta di due uscite del tutte gratuite, inutili, fini a sé stesse e controproducenti per chi le ha fatte. Insomma due veri autogol. Due sintomi del basso livello intellettivo di coloro che sono classe dirigente o che per questo si propongono.

Un terzo caso, forse un po’ diverso ma con vari punti in comune è quello che riguarda un componente della commissione d’inchiesta sulle banche che durante una trasmissione televisiva nazionale è sembrato non… conoscere molto la materia di cui parlava. L’episodio segnalato e aspramente criticato dall’associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”, il cui rappresentanti invece il tema invece lo conscono bene per averne pagato le conseguenze sulla propria pelle.

L’associazione ha anche inviato una lettera di denuncia in proposito alle istituzioni nazionali più direttamente interessate, ovvero ai vertici di Camera e Senato, al presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, ai parlamentari vicentini e alla procura di Vicenza. Protagonista è stato il deputato di Area Popolare Paolo Tancredi (par condicio sempre più rispettata, dunque), membro della commissione banche e domenica scorsa ospite della trasmissione di Rete 4 “Dalla Vostra Parte”, che parlava appunto della questione del risparmio e delle crisi bancarie. Ciò che ha detto è stato definito, dal presidente di Noi che credevamo nella BpVi, Luigi Ugone, che firma la lettera, “allucinante ed inaccettabile”.

“Il parlamentare – fa notare l’associazione – ha detto che la commissione banche durerà quattro o cinque mesi e che la stessa arriverà a una relazione finale, ma ci chiediamo come possa qiesta commissione fornire una relazione finale dal momento in cui la stessa legge prevede una prima relazione solo dopo sei mesi e non prima, e una relazione finale che non può certo avvenire entro quattro o cinque mesi. Inoltre Tancredi ha detto che su Banca Popolare di Vicenza il magistrato sta indagando e che c’è un’inchiesta aperta. Ci chiediamo come siano possibili tali dichiarazioni da parte di un componente della commissione che il 25 ottobre ha udito il procuratore Cappelleri, che ha chiuso le indagini e già rinviato a giudizio. Viene da chiedersi: le audizioni sono partecipate dai componenti della commissione? Come può un componente dire tali inesattezze?”

Tancredi in trasmissione avrebbe detto: “noi non possiamo pensare che lo Stato risarcisca gli azionisti”. A questo proposito l’associazione dei risparmiatori vicentini ricorda “che in questi giorni è stata messa sotto esame e sotto udizione la stessa Banca d’Italia per valutare ombre, mancanze e comportamenti. Perché – si chiede – si fanno queste audizioni se in commissione aleggia già il pregiudizio che lo Stato non possa porre rimedio alle possibili mancanze di vigilanza degli organi preposti?”

“Non possiamo accettare pregiudizi su questa vicenda – conclude l’associazione Noi che credevamo nella BpVi – che ha distrutto centinaia di migliaia di risparmiatori onesti. Chiediamo quindi l’immediata sospensione della Commissione e le dimissioni dell’onorevole Paolo Tancredi, oltre alla restituzione di eventuali compensi ricevuti o gettoni di presenza. Tanto riteniamo necessario dopo lo scandalo a cui abbiamo assistito”.

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