Da Thiene a Venezia per un confronto sul caso Tintess

Thiene – Si è parlato di problematiche ambientali, con riferimento alla ditta Tintess di Thiene, ieri mattina, nel corso di un tavolo tecnico, a Venezia. All’incontro, che si è protratto per quasi quattro ore, hanno partecipato i rappresentati di Regione, Provincia, Arpav, Comune di Thiene, Avs e dell’azienda che si occupa di trattamento dei rifiuti e che ha sede nella zona industriale di Thiene. Presente anche il comitato Proteggiamo LaRoSa, formato da persone che abitano nelle frazioni di Lampertico Rozzampia e Santo, e che hanno a cuore la salvaguardia dell’ambiente e della salute.

È il sindaco di Thiene, Giovanni Casarotto, a ripercorrere la vicenda. “Nel 2013, l’azienda ha fatto richiesta, alla Regione, di aumentare il carico di trattamento dei fanghi industriali, portandolo da 30 mila a 45 mila tonnellate l’anno, di ampliare la tipologia di rifiuti da trattare, con conseguente passaggio dell’impianto dal recupero allo smaltimento dei rifiuti. Il progetto prevedeva anche la realizzazione di un nuovo impianto di captazione degli odorigeni in atmosfera, che avrebbe avuto il compito di eliminare gli odori sgradevoli, lamentati con frequenza dai cittadini della zona. Fenomeno che però, stando alle segnalazioni dei cittadini, persiste tutt’ora”.

“Noi – ha proseguito il sindaco, tornando al 2013 – ci siamo opposti a questa richiesta, ritenendo che un intervento di questo tipo avrebbe potuto accrescere i problemi già esistenti, relativi all’emissione di odori sgradevoli, senza contare che non consideriamo il luogo dove si trova l’azienda idoneo ad accogliere un simile cambiamento. La Regione, però, non ha accolto le nostre considerazioni ed ha dato parere favorevole alle modifiche, con conseguente partenza dei lavori dell’impianto, che si sono conclusi nel 2016”.

In seguito ad una ispezione eseguita in luglio da Arpav, i tecnici dell’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale, hanno redatto una relazione che indica all’azienda degli accorgimenti ulteriori da adottare (tra i quali la copertura completa e l’adeguata aspirazione della vasca di ossidazione, per evitare che gli odori si espandono), rispetto a quelli già previsti dalla commissione tecnica regionale in sede di approvazione del progetto.

Durante l’appuntamento di ieri, in sintesi, il Comune ha chiesto l’inserimento delle indicazioni di Arpav nell’autorizzazione regionale, così che diventino un obbligo per l’azienda, che tra l’altro sta già preparando un progetto da sottoporre alla Regione. “La Regione – ha spiegato Andrea Zorzan, assessore all’ambiente – ha risposto in maniera positiva, affermando che le considerazioni contenute nella relazione saranno inserite nelle prescrizioni necessarie per il collaudo del nuovo impianto, il quale attualmente, dopo la conclusione dei lavori è stato messo in esercizio provvisorio, per testarne il funzionamento con l’inserimento dei nuovi tipi di rifiuti da trattare”.

Ilaria Martini

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