Coletto: “Piano sanitario già attivato o cantierato”

Venezia – “Il Piano socio sanitario del Veneto è tutt’altro che disatteso. Per buona parte è già applicato, per il resto è cantierato, come nel caso degli ospedali di comunità, per i quali attiveremo 880 nuovi posti letto nel prossimo biennio e altri 380 appena dopo, andando così a coprire la totalità dei letti di questa tipologia previsti nel piano, pari all’1,2 per mille abitanti”. Lo ha detto l’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, in occasione della seduta straordinaria del consiglio convocata, sui temi della sanità, su richiesta delle opposizioni, che nei giorni scorsi avevano duramente criticato la Regione in tema di sanità di base.

Luca Coletto
Luca Coletto

“In democrazia – ha aggiunto l’assessore – ogni dibattito può alla fine essere costruttivo. Ringrazio quindi tutti i consiglieri per tutti gli spunti capaci di andare oltre la polemica fine a sé stessa. E’ però necessaria la massima onestà intellettuale, a cominciare dalla presa d’atto dei tagli del Fondo sanitario nazionale subiti negli ultimi anni dal Veneto, che sono stati pesanti e hanno messo in crisi la programmazione sul territorio, rimasta senza la benzina sufficiente per completare il percorso stabilito. Ogni singola previsione del piano socio sanitario trova e troverà attuazione, ma la navigazione è stata e sarà controvento”.

“I letti degli ospedali di comunità – ha precisato Coletto – saranno di classificazione esclusivamente sanitaria a media e bassa intensità, e non più sociosanitaria, nel rispetto delle norme nazionali (Dm 70) sulla classificazione dei posti letto ospedalieri. Anche la programmazione per la medicina territoriale è in piena evoluzione. Come Regione abbiamo stanziato 25 milioni di euro l’anno per tre anni, ma anche in questo caso abbiamo scontato la contemporaneità dei tagli nazionali, che diminuivano le risorse proprio mentre noi investivamo”.

“Ciò nonostante – ha concluso l’assessore citando alcuni numeri – ad agosto 2017 risultavano autorizzate 86 Medicine di gruppo integrate, delle quali 68 già attivate, che coinvolgono 574 medici di medicina generale, sul totale veneto di 3.144, e riguardano 814 mila 268 assistiti. Sempre ad agosto 2017, i medici che operavano in forma singola erano il 15%, quelli in associazione semplice il 9%, quelli in rete il 27%, quelli in medicina di gruppo il 29%, quelli in medicina di gruppo integrata il 18%, quelli in Utap o medicine di gruppo integrate il 2%”.

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