Ciclista travolto e ucciso, un 39enne di Lonigo il pirata

Lonigo – Omicidio stradale e omissione di soccorso. Sono le accuse con le quali è stato denunciato a piede libero il 39enne Moreno Murari, di Lonigo, per il tragico incidente di venerdì sera nel quale ha perso la vita Francesco Fortunato, 53 anni, anche lui di Lonigo, che in bicicletta stava tornando a casa da Sarego. Il ciclista era stato trovato dopo tre ore, in un fossato a bordo strada, già privo di vita, e si era pensato subito ad un atto di pirateria stradale, anche perché vicino al corpo c’erano frammenti del fanalino di un’auto.

Ed è stato proprio questo indizio a portare i carabinieri a Murari, che per altro ha di fatto ammesso il suo coinvolgimento, sia con gli inquirenti che con il pm Hans Blatter che lo ha interrogato. Murari fa il cuoco, a Vicenza, ed è incensurato. Gli inquirenti sono risaliti a lui grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza di un supermercato della zona. Il sistema Targa System infatti non è stato d’aiuto alle indagini, partite subito.

La videosorveglianza del supermercato invece ha ripreso il ciclista che transitava e le auto dietro a lui. Riprese successive a quell’istante hanno evidenziato però il transito delle auto, ma non quello del ciclista. Si è così individuato il momento esatto del tragico incidente, ed anche l’auto che con ogni probabilità vi era stata coinvolta: una Fiat Punto Evo di colore grigio. E’ così iniziato un lavoro certosino dei carabinieri, che hanno cercato e vagliato tutte le Fiat Punto Evo immatricolate nella zona, oltre un centinaio.

Ma è stato anche per un colpo di fortuna che è stata notata per strada, parcheggiata davanti ad un bar, proprio la Punto di quel modello e quel colore, con il fanalino rotto e ammaccature compatibili con l’incidente. A quel punto è stato questione di un attimo risalire al proprietario dell’auto e cercarlo nel bar, dove in effetti si trovava.

Murari, che non è sposato e vive con i genitori, non ha dimostrato neanche tanta sorpresa quando i carabinieri gli hanno detto di seguirli al comando. Ha ribattuto inizialmente che quelle ammaccature alla sua auto erano state causate dall’impatto contro un albero, salvo poi riconoscere, con un forte senso di pentimento e rammarico, che quella sera aveva in effetti urtato qualcosa ma che non si era reso conto di quanto fosse realmente successo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *