Catalogna, i venetisti appoggiano l’indipendenza

Venezia – Catalogna indipendente dopo la decisione di ieri del parlamento di Barcellona? No, certamente no, certamente non adesso, a meno che non si vogliano fare i conti senza l’oste. E l’oste non è tanto il governo di Madrid, quanto l’Europa e, più in generale, l’interesse di quasi ogni nazione di questo mondo, che tutto vuole tranne che dare ossiogeno alle spinte secessioniste con le quali fanno i conti un po’ tutti. Ed infatti nessuno stato sovrano ha riconosciuto l’indipendenza catalana, né probabilmente, intenderà mai farlo.

Anzi, l’hanno tutti condannata, compreso il nostro governo, che ha subito preso le distanze dai leader catalani, Puigdemont in testa. Quanto alla Spagna, ha già reagito commissariando la regione autonoma, destituendo il capo della polizia catalana, i Mossos d’Esquadra, con l’accusa di sedizione. Naturalmente sono destituiti anche i governanti della Catalogna e, se si proseguirà, con il muro contro muro andrà certamente anche peggio.

Come dicevamo la comunità internazionale sta tutta con Rajoy e con l’unità dello stato spagnolo, con le sole eccezioni delle regioni che, negli altri stati europei, rivendicano una loro autonomia se non addirittura l’indipendenza. E’ il caso della Scozia, da sempre percorsa da spinte secessioniste da Londra, e dei tanti movimenti indipendentisti del vecchio continente. Tra di essi, premettendo che dalle nostre parti la situazione è ben diversa, ci sono anche i venetisti, rappresentati a Venezia, in consiglio regionale, dal gruppo Siamo Veneto.

E ad intervenire sulla vicenda catalana, in pieno appoggio alla dichiarazione di indipendenza, è proprio il loro capogruppo, Antonio Guadagnini, che parla della nascita “di una nuova Repubblica democratica ed europea”, cosa che costituisce, secondo lui, un “vero e proprio tsunami geopolitico paragonabile alla caduta del muro di Berlino ed i cui effetti si vedranno negli anni a seguire in tutta Europa”.

“I catalani – prosegue Guadagnini – hanno rotto un dogma dimostrando come un popolo si possa pacificamente dichiarare indipendente da uno Stato qualora, con mezzi democratici, questa volontà venga accertata. Non esiste infatti nessuna legge o Costituzione che possa contrapporsi al diritto di autodeterminazione”. Il consigliere regionale venetista invita anche l’assise di Palazzo Ferro Fini a votare una risoluzione, che egli stesso ha presentato il 6 ottobre, per “riconoscere subito, con atto formale la Repubblica Catalana come Stato ed inviare contestualmente la richiesta di fare altrettanto agli altri consigli regionali ed al Parlamento italiano”.

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