L’ex presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Zonin
L’ex presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Zonin

Bpvi, chiesto il rinvio a giudizio per Zonin e altri sei

Vicenza – Alla fine è arrivata. Parliamo della richiesta di rinvio a giudizio per Gianni Zonin ed altri sei indagati per il crac della Banca Popolare di Vicenza. Lo ha comunicato oggi la stessa Procura di Vicenza, con una dettagliata nota a firma del procuratore capo Antonino Cappelleri. I capi di imputazione sono noti da tempo, e sono quelli già specificati a luglio nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, vale a dire aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto.

Oltre al nome di Zonin, all’epoca dei fatti presidente dell’istituto di credito, nella richiesta di rinvio a giudizio compaiono quelli di Giuseppe Zigliotto, allora consigliere di amministrazione e presidente di Confindustria Vicenza, di Samuele Sorato, all’epoca direttore generale e negli ultimi mesi anche consigliere delegato, dell’ex vice direttore generale Emanuele Giustini, e dei manager Andrea Piazzetta, Paolo Marin e Massimiliano Pellegrini. Anche l’istituto di credito nel suo complesso viene chiamato in causa.

Il procuratore capo ricorda inoltre che alcuni degli indagati hanno chiesto di essere interrogati ma dalle loro dichiarazioni non sono emersi elementi che avrebbero potuto portare ad un proscioglimento. Di qui, dunque, il rinvio a giudizio.

Nella nota, la Procura di Vicenza avverte infine che “seguirà, in un lasso di tempo contenuto, la conclusione delle indagini preliminari in relazione a capi d’incolpazione residuali, auspicabilmente in tempo utile per riunirne la trattazione in sede d’udienza”. Al filone d’inchiesta che è stato chiuso infatti se ne dovrebbe aggiungere un altro, ora separata e distinta, per la bancarotta della Popolare di Vicenza.

“Le ipotesi di bancarotta connesse con la liquidazione coatta amministrativa della banca – aveva scritto in luglio la procura – appartengono ad una futura analisi di consistenza del reato e, dunque, ad eventuali separate iniziative”. I due filoni di inchiesta dovrebbero quindi riunirsi e confluire in un unico processo.

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