domenica , 19 Settembre 2021

Borgo Berga, la Cassazione dice no al sequestro

Vicenza – Niente sequestro sul complesso edilizio di Borgo Berga, a Vicenza. Lo ha deciso ieri la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso della procura del capoluogo berico e dando ragione a quanto deciso invece, nei mesi scorsi, dal Tribunale del Riesame. Come si ricorderà la procura di Vicenza aveva ipotizzato che nell’area di Borgo Berga, ci fosse stata una lottizzazione abusiva, iscrivendo di conseguenza nel registro degli indagati una ventina di persone, tra amministratori e funzionari comunali. Merita ricordare che la lottizzazione di cui parliamo si trova proprio dietro il nuovo grande edificio dello stesso tribunale vicentino, che di fatto in essa è compreso.

La principale accusa che veniva mossa riguardava il fatto che lo strumento urbanistico comunale, nel quale si prevede la lottizzazione, fosse viziato da uno sbilancio economico a favore del privato. La Cassazione pone ora la parola fine a tutto questo, ed anche alle speranze dei vari comitati e gruppi ambientalisti vicentini che da sempre criticano ferocemente questa scelta urbanistica, definendo il complesso di Borgo Berga un ecomostro, per altro costruito alla confluenza tra i due fiumi della città e quindi contenente anche in sè possibili rischi sul piano idrogeologico e idraulico.

Sulla questione è intervenuta oggi, con una nota di commento, la società che costruisce il complesso edilizio, ovvero Sviluppo Cotorossi. “Ci conforta – scrive la società – la decisione della Corte di Cassazione, che ha rigettato il ricorso contro la sentenza del Tribunale del Riesame di Vicenza. Nel rispetto dell’autonomia della magistratura, ci auguriamo che l’indagine iniziata nell’ottobre 2013 arrivi al più presto ad una conclusione definitiva. Pensiamo che non lo meritino solamente gli indagati, ma anche, a nostro avviso, la comunità vicentina.

“Noi restiamo convinti di quanto sosteniamo da sempre – conclude Sviluppo Cotorossi -: nell’iniziativa di Borgo Berga non vi sono né violazioni di legge, né carenze di permessi, né opere eseguite in violazione di quanto autorizzato dalle autorità competenti. Quando ne abbiamo avuto l’opportunità, come nell’udienza al Tribunale del Riesame, lo abbiamo potuto ampiamente dimostrare. Ora, per noi, è tempo di andare avanti e procedere rapidamente con il completamento del progetto”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità