Banche, niente vicentini in commissione d’inchiesta

Vicenza – “Una nuova presa in giro per il vicentino”. Così Roberto Callegari, presidente di Apindustria Ovest vicentino, definisce la composizione della nuova commissione parlamentare d’’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Nata per fare luce sugli scandali che hanno coinvolto anche il mondo delle banche popolari venete, e convocata in prima seduta a fine settembre con la nomina del presidente Pier Ferdinando Casini, la commissione bicamerale annovera al suo interno otto componenti veneti sui quaranta totali, ma non è rappresentata da alcun deputato o senatore proveniente dalla provincia di Vicenza.

“La nostra associazione di categoria –- ha ricordato Callegari –- ha sempre chiesto alla magistratura e alle istituzioni un impegno concreto per fare chiarezza sulle vicende che hanno coinvolto in particolare il nostro territorio, con Banca Popolare di Vicenza. Ora ci ritroviamo con una commissione parlamentare che nelle premesse rappresenta un buco nell’’acqua. Ammesso sempre che i parlamentari nominati dai partiti rappresentino i loro territori di provenienza, dobbiamo prendere atto dell’’assenza di una voce del vicentino, che abbia vissuto da vicino e toccato con mano il dramma che si è consumato nella nostra provincia, e che nei lavori di indagine possa portare le istanze di tutte le persone che sono state private dei loro risparmi e delle imprese che, acquistando azioni diventate poi carta straccia per ottenere l’’accesso al credito, hanno accumulato gravissime perdite”.

I rappresentanti veneti della commissione sulle banche sono i veneziani Zanetti, Girotto, Brunetta e Zoggia, i veronesi Tosato e Dal Moro, la bellunese Bellot e la trevigiana De Pin. “È una vergogna che nessuna forza politica abbia pensato di proporre il nome di un vicentino – rimarca Callegari – specialmente dopo i numerosi appelli arrivati dal territorio e dalla nostra associazione per un coinvolgimento negli approfondimenti necessari a fare emergere le responsabilità di chi ci ha trascinato in questa situazione. Dopo il grave danno, adesso è arrivata anche la beffa”.

“Un ennesimo ascolto negato a un territorio – ha aggiunto Callegari -, che rappresenta una buona ragione per appoggiare il referendum sull’’autonomia del 22 ottobre. Situazioni come questa ci fanno sentire sempre più lontani da Roma e ai margini di un’’Italia dominata da un sistema centralista che non rappresenta le istanze dei nostri cittadini. Per questo mi unisco all’’appello lanciato nei giorni scorsi dal Presidente Lorenzin per dare un segnale forte in occasione della consultazione referendaria, e avviare le trattative per conquistare finalmente un’a autonomia che ci avvicinerebbe alle istituzioni di riferimento”.

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