Vicenza

Banche venete, la coerenza prima di tutto

Vicenza – Essere ascoltati, in qualità di risparmiatori truffati, dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche? No, grazie. Questa è stata la risposta che l’associazione  “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza” ha dato all’invito all’audizione, che si terrà 31 ottobre, delle associazioni e dei comitati di risparmiatori di Veneto Banca e di Banca Popolare di Vicenza. Sorvolando sul fatto che il nome di BpVi è stato perfino riportato sbagliato sulla mail di invito, non meraviglia il diniego della principale associazione dei piccoli risparmiatiori delle due popolari venete, che fin dall’inzio avevano giudicato inutile, praticamente una foglia di fico, la commissione parlamentare.

“Ringraziandovi per la convocazione all’audizione – scrive il presidente dell’associazione vicentina, Luigi Ugone -,  la nostra associazione Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza, la più numerosa e rappresentativa di piccoli risparmiatori, declina il presente invito nel pieno rispetto del presidente e dei suoi membri. Riteniamo inutile il ruolo della commissione, dati i tempi storico politici in cui nasce. La commissione, infatti, promessaci da anni, arriva ad essere costituita a fine legislatura. La stessa, per effetto della legge che la regolamenta, riteniamo non avrà il tempo necessario per produrre effetti reali e utili al Parlamento al governo o ai risparmiatori”.

“Le elezioni, infatti – continua Ugone -, sono alle porte e lo scioglimento conseguente della commissione anche. Riteniamo comunque doveroso il nostro ruolo informativo sulla situazione del territorio, dei risparmiatori e sulla vicenda storico-economica delle banche venete. Siamo quindi disponibili ad essere ascoltati come approfondimento e arricchimento personale da qualsivoglia soggetto istituzionale o parlamentare al di fuori della commissione. Se quindi, per arricchimento personale, i suoi membri ritengono di volerci comunque udire, diamo la nostra piena disponibilità”.

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