Banche, all’Anci Gentiloni incontra azionisti BpVi

Vicenza – “A più di due anni dall’inizio del nostro dramma, Banca Intesa, il cannibale che ci ha fagocitati ad un euro, propone un’altra elemosina, forse, per lavarsi la coscienza. E’ una ennesima conferma dell’ingiustizia che la politica ha partorito con il decreto del 25 giugno. Le associazioni filogovernative cantano vittoria, chiedendo al governo briciole di garanzia per pochi privilegiati. Noi dell’associazione Noi che credevamo nella BpVi e in Veneto Banca, continuamo a ribadire che tutti i risparmiatori sono vittime e, se rimborso deve esserci ci sia per tutti”. E’ l’esplicita e dura nota diffusa ieri dall’associazione vicentina dei piccoli risparmiatori, rimasta vittima delle poco ortodosse manovre e del conseguente fallimento delle due banche popolari Venete.

Una associazione che è fuori dalle stanze dei bottoni, che rappresenta l’uomo comune, sempre vittima dell’ingiustizia e della prevaricazione, che non sono affatto mancata nella vicenda, lunga e tutt’altro che edificate del dissesto di BpVi e Veneto Banca. Quindi una associazione che… non le manda a dire. E che non ha abboccato a quel contentino (diciamolo con franchezza, tale è parso a tutti) che sono i cento milioni di euro messi a disposizione da Intesa Sanpaolo.

Ebbene, oggi, piccoli risparmiatori delle banche venete fallite ed acquistate da banca Intesa per la cifra complessiva di 1 euro, hanno avuto la possibilità di parlare del loro problema con l’uomo che, in Italia, siede nella stanza dei bottoni per antonomasia, ovvero il premier Paolo Gentiloni. Il colloquio era stato promosso dal sindaco di Vicenza, Achille Variati, ed è avvenuto in occasione della visita del presidente del Consiglio all’assemblea dell’Anci, in questo giorni in corso presso la Fiera a Vicenza.

Prima di entrare nella sala plenaria per il saluto all’assemblea, infatti, il primo ministro ha acconsentito al fuori programma ed ha incontrato Luigi Ugone, Andrea Arman e Mario Zambon. Dieci minuti di incontro in cui Gentiloni ha potuto registrare le gravi problematiche che coinvolgono 200 mila famiglie, prevalentemente venete, dopo il crack delle due banche popolari. Due le richieste avanzate: un fondo da inserire nella prossima legge finanziaria e un tavolo tecnico politico in cui le associazioni possano confrontarsi con le istituzioni nazionali alla ricerca di percorsi di soluzione.

“Abbiamo chiesto – spiegano le associazioni – l’inserimento nella finanziaria di due miliardi di euro a ristoro di tutti i risparmiatori vittime dei due crack veneti. L’associazione Noi che credevamo nella BpVi ha ben sottolineato la necessità di ristorare tutti i risparmiatori. Siamo infatti contrari a qualunque fondo vittime con arbitro, come sponsorizzato da una associazione filogovernativa poiché, come spiegato al premier, considerando la vicenda nella sua totalità, visti i documenti in nostro possesso, è impensabile lasciar fuori qualsivoglia risparmiatore da un’azione di ristoro oggi obbligatoria. Non ci facciamo ingannare dalle parole. Se soldi ci devono essere, ci devono essere per tutti”.

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