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Asiago, Confcommercio boccia la tassa di soggiorno

Asiago – Il mandamento Confcommercio di Asiago dice no alla tassa di soggiorno così come è stata istituita dalla locale amministrazione comunale. La richiesta, contenuta in una lettera inviata ieri al sindaco Roberto Rigoni Stern e firmata dal segretario mandamentale Enzo Benetti, è quella di rimetterne in discussione alcuni punti essenziali.

“Introdurre una tassa di soggiorno – spiega Benetti – che colpisce il settore dell’ospitalità senza una reale concertazione con i diretti interessati, vale a dire gli albergatori, è un passo falso, perché un confronto avrebbe sicuramente migliorato l’impianto dell’imposta. E procedere da soli senza coinvolgere i comuni contermini è un autogol, perché si rischia di penalizzare proprio le strutture di Asiago rispetto a quelle, magari poste a qualche chilometro, che la tassa non la riscuotono dai turisti perché non è stata introdotta nel loro territorio”.

Confcommercio chiede insomma al Comune di Asiago di mettere mano ad alcuni aspetti salienti dell’imposta di soggiorno, primo fra tutti la destinazione. Per l’associazione di categoria “l’intero gettito va destinato a manifestazioni di durata minima di tre giorni e che generino almeno uno o due pernottamenti nelle strutture ricettive, nonché alla predisposizione e diffusione di materiale informativo e promozionale del territorio. Inoltre, l’entità dell’imposta – continua Confcommercio -, deve essere dimezzata per i gruppi di minimo 15 turisti, per evitare che i tour operator scelgano altre destinazioni rispetto ad Asiago”.

Confcommercio chiede anche di diminuire il numero massimo di pernottamenti, da 15 a 5, oltre i quali la tassa non si applica, come è stato fatto da Cortina d’Ampezzo e da altre località turistiche montane. Anche sulle tariffe, poi, Confcommercio avanza una controproposta, chiedendo di prevedere un range che va dai 50 centesimi per gli alberghi ad una stella ai 2 euro per i 4 stelle, e di diminuire significativamente la misura per i campeggi, dove la tassa rischia di incidere considerevolmente rispetto alla tariffa giornaliera applicata.

Un occhio di riguardo, poi, Confcommercio lo chiede per le famiglie, prevedendo l’esonero per i minori di 14 anni (e non 10 come indicato nella delibera istitutiva). “Siamo pronti a sederci al tavolo con il Comune di Asiago – conclude il segretario mandamentale -, purché ci sia la volontà di una revisione sostanziale della delibera istitutiva della tassa di soggiorno. Nessuno nega che più fondi a disposizione significhi anche più investimenti, ma se gli alberghi devono fare da riscossori delle tasse per il Comune è opportuno ricreare un clima di collaborazione e di condivisione delle scelte”.

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