Anci, iniziata l’assemblea in una Vicenza blindata

Vicenza – E’ stata affollata e ricca di contenuti la prima giornata dell’assemblea nazionale dell’ Anci, che ha preso il via oggi, a Vicenza, nei locali della Fiera. Tra l’altro è avvenuto in una città blindata, almeno nella zona in cui si tiene la tre giorni della associazione che riunisce i comuni d’Italia. Inutile aggiungere il perché, dato che ai lavori dell’Anci interverrano mezzo governo e le pù alte cariche dello Stato. A cominciare dal presidente della Repubblica Sergio Matteralla, oggi in prima fila nella grande sala Palladio all’inaugurazione dei lavori assembleari. E proprio al capo dello Stato si sono rivolti coloro che hanno fatto gli interventi inaugurali, tra i quali il sindaco di Vicenza Achille Variati ed il presidente della Regione Luca Zaia.

Il primo a parlare è stato il sindaco di Catania e presidente del consiglio nazionale dell’Anci Enzo Bianco. Bianco, personaggio noto a livello nazionale fin dagli anni ’80 e presidente della stessa Anci nei ’90, ha espresso, tra l’altro, parole di vivo apprezzamento nei confronti di Vicenza, della sua bellezza, e per l’organizzazione dell’evento. A dir la verità, per dovere di cronaca,  bisogna aggiungere che, negli stessi minuti, non pochi lamentavano il fatto di non essere riusciti a trovar posto nella pur capiente sala teatro della Fiera. L’impatto numerico dei partecipanti del resto è stato forte, con oltre settemila persone che, a vario titolo, partecipano all’evento.

Dopo Bianco, ha fatto un po’ gli onori di casa la presidente dell’Anci del Veneto, Maria Rosa Pavanello, sindaco di Mirano, e ancor di più lo ha fatto subito dopo Achille Variati. Il sindaco di Vicenza ha ringraziato il presidente della Repubblica per la sua presenza nella nostra città ed ha avuto parole di affetto verso la platea dei primi cittadini italiani, veri protagonisti della tre giorni assembleare. Variati ha insistito sulla necessità che lo Stato sia più vicino a chi amministra il territorio, che lo metta in condizioni di operare con più efficacia, attraverso uno snellimento burocratico e maggiori risorse. Ha anche sottolineato l’importanza che i territori siano più autonomi, evitando però che ad un dirigismo statale se ne sostituisca un altro regionale.

Luca Zaia, che ha parlato subito dopo Variati, non ha mancato di scherzarci sù, sebbene il suo discorso sia invece stato incentrato sui temi del federalismo e di una maggiore autonomia alle regioni. Ha citato don Sturzo e il suo pensiero, tanto unionista quanto federalista, ed ha ricordato che le spinte verso il federalismo, l’autonomia, sono spinte centripete, in quanto aggregatrici, mentre il centralismo è centrifugo poiché può creare un malcontento che alla fine allontana le regioni dallo stato centrale.

L’attuale presidente nazionale dell’Anci, il sindaco di Bari Antonio Decaro, ha fatto invece la relazione finale. Decaro, ma lo aveva fatto poco prima anche Variati, ha ricordato l’importanza in Italia delle province, decisamente troppo trascurate ormai dalle nostre istituzioni. Sia nelle sue parole che in un breve filmato che è stato trasmesso, è stata anche delineata l’idea che l’associazione ha per la città del futuro, ovvero la Cittàpuntozero.

E’ una eccellente visione, non c’è che dire, fatta di difesa dell’ambiente, scelte urbanistiche oculate e misurate, servizi che funzionano, opportunità per i giovani che non dovrebbero più migrare all’estero per trovare un lavoro o realizzarsi professionalmente. Anche lo slogan è suggestivo e condivisibilissimo: “Immagina il domani, governa l’oggi”, ovvero cerca di avere una visione a lungo termine, senza pensare solo a ciò che conviene nell’immediato. Purtroppo, sappiamo bene che in Italia tra il dire il fare…

Infine, a chiusura della giornata, ha parlato il presidente della Repubblica, al quale tante richieste erano state fatte affinché sensibilizzi il governo sul tema delle necessità dei territori. Il capo dello Stato ha risposto che per lui i comuni sono “il vero tessuto connettivo della Repubblica” aggiungendo però che non va mai perso di vista l’interesse generale. Mattarella ha riconosciuto che occorrono più investimenti, più attenzione per le situazioni locali. Ha ricordato gli anni di crisi che abbiamo attraversato, e che hanno causato una diminuzione delle risorse disponibili, ma ha anche aggiunto che da questa grave situazione siamo finalmente usciti.

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