Alternanza scuola lavoro, un pasticcio all’italiana

Vicenza – La manifestazone degli studenti di oggi, venerdì 13 ottobre, e lo spettacolo di Maurizio Crozza hanno​ ​avuto​ il merito di rompere il silenzio sull’Alternanza scuola lavoro e averne denunciato la natura: sottrazione di tempo di studio, di lezione e di sano tempo libero per i milioni di studenti italiani che si trovano costretti a svolgere 200 ore (nei licei) o 400 (nei tecnici), dalla terza alla quinta superiore, per poter accedere al loro esame di maturità. Nel nuovo esame di ​​S​tato, infatti, questo sarà uno dei quattro criteri di ammissione (oltre a profitto, Invalsi e frequenza) e, ma non tutti lo sanno, l’esame orale non sarà incentrato nella discussione delle materie scolastiche, ma proprio su ciò che è stato fatto durante l’Alternanza scuola lavoro.

E cosa avranno fatto? Molti​​ ​genitori lo sanno bene: nulla di inerente al livello scolastico o all’indirizzo di studi: liceali dello scientifico nei musei d’arte, liceali del liceo artistico nelle paninoteche, ragionieri a fare fotocopie, e così via. E… gratis, naturalmente. Nemmeno una bottiglietta d’acqua, un biglietto dell’autobus… Le spese sono tutte a carico della famiglia. Ma in molti casi sostituiscono i dipendenti in ferie, licenziati o mai assunti. Non c’è infatti alcun modo per poter escludere questa evenienza.

E la scuola? Trasformata in una agenzia di procacciamento ore di Alternanza scuola lavoro che si aggirano, ogni anno, attorno alle 50-100 mila per i licei medio-grandi e il doppio per gli istituti tecnici. Naturalmente a carico degli insegnanti, nel loro tempo libero, non pagati. Questa attività, infatti, non è prevista in alcun modo nei contratti e non prevede compenso. Eppure consiste in: contatti con le realtà lavorative, organizzazione, preparazione accordi, controllo, verifica e tutoraggio personalizzato.

Quando possono svolgere tutte queste ore gli studenti? Durante l’anno scolastico sia di mattina che di pomeriggio che di domenica (i ragazzi non hanno alcun diritto al riposo settimanale, quindi), anche seguendo calendari personalizzati. Quindi assenze di gruppo o individuali dalle lezioni, anche per 2-3 settimane, giustificate, ma senza diritto di poter risultare giustificati anche nel non aver appreso ciò che non si ha potuto seguire a scuola (gli altri compagni infatti fanno lezione, laboratori o verifiche regolarmente. Si devono arrangare da soli o, se ne hanno la possibilità, con insegnanti privati.

E i ragazzi deboli? Non sono contemplati da questa scuola della irrealtà e della vetrina. L’Alternanza scuola lavoro è una gravissima contrazione del diritto allo studio e va cacellata al più presto come obbligatoria. In questo caso, va istituito un Centro organizzativo regionale a supporto delle scuole e a valutazione e controllo della validità delle Alternanza scuola lavoro attivate.

Beatrice Peruffo

Un commento

  1. Giuliana Pizzolato

    Ho saputo dello sciopero solo a cose fatte, dal telegiornale. Ma Vicenza ha partecipato? Qualcuno ne sapeva qualcosa? Parlavano di 80 città aderenti, quali città? In che modo sono state avvisate..

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