Vicenza Capoluogo: “Una politica che ha tradito”

Dalla Associazione civica Vicenza Capoluogo, riceviamo e pubblichiamo

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Vicenza – “Attacco alla democrazia”. E’ stato questo il commento urlato alle televisioni da Matteo Salvini, leader della Lega Nord, dopo che sono emerse con più chiarezza le verità sugli scandali finanziari del suo partito. Ed è l’ultimo di una lunghissima serie di esternazioni gridate con un linguaggio forte, ricco di slogan razzisti, di violenza verbale. Ovviamente Salvini non si riferiva alle persone che hanno usato i soldi della collettività, truffato chi aveva riposto in loro fiducia, infangato cariche pubbliche.

L’attacco si riferiva al gesto di quei magistrati che proprio questi giorni, su richiesta della Procura, hanno deciso di sequestrare diversi conti correnti della Lega Nord in varie banche, in Emilia-Romagna, Liguria e Trentino. E il nostro non è solo un fastidio di forma, anche se, come sostiene Michele Serra, siamo convinti che “nessuna cosa davvero buona, davvero utile può nascondersi dentro un involucro così torbido e così sciatto”.

Non vogliamo nemmeno soffermarci troppo – non è il nostro stile – sulle vicende giudiziarie che riguardano il fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi, suo figlio Renzo, l’ex tesoriere e altri dipendenti e imprenditori del partito, anche se queste vicende toccano un po’ tutti essendo i rimborsi pubblici ricevuti dalla Lega Nord utilizzati per spese personali. Gli scandali legati al finanziamento pubblico e alle condanne dei vertici della Lega Nord ci fanno piuttosto riflettere sul ruolo dei partiti e sui rischi derivanti dalla loro continua mala gestione.

Vicenza Capoluogo è nata, 14 anni fa, proprio per proporre un altro modo di fare politica, fuori dai partiti, ma quando c’è stata occasione anche al fianco di essi: per aiutarli a cambiare, a riscoprire il loro ruolo di servizio e di rappresentanza. Oggi molti dirigenti e uomini di punta dei partiti, a tutti i livelli, lo stanno capendo e, come avevamo già avuto modo di denunciare, stanno costruendo associazioni o liste civiche in maniera strumentale.

I partiti stanno perdendo la loro base e gli iscritti si sono dimezzati in mezzo secolo, e continuano a diminuire, mentre la popolazione è aumentata; si allarga, quindi, la forbice tra iscritti e votanti. Anche questi ultimi diminuiscono, ed è un segno di sfiducia nei partiti. Sentiamo oggi forte la necessità di riportare i cittadini al voto e di spronare coloro che hanno intenzione di iniziare un autentico processo di rinnovamento di farsi avanti, di costruire realtà alternative ai partiti capaci di ascoltare le persone, di rifarsi ai valori di partecipazione, sobrietà, trasparenza e legalità.

Siamo delusi in primo luogo da questa politica, che tradisce i sogni dei nostri vicini di casa, che non vuole imparare dai propri errori, che non vuole mai chiedere “scusa”, e ribadiamo ancora di più la nostra distanza dai messaggi e dai modi dell’agire politico della Lega. Anche noi siamo orgogliosamente veneti, italiani, e uno scandalo di queste proporzioni proprio non ce lo aspettavamo da una forza che aveva fatto della guerra a “Roma ladrona” e della rivendicazione della “Padania libera” i suoi slogan. Una forza che si è sempre vantata della sua presa popolare, rivoluzionaria, “contro il sistema”. Una forza che ha governato il nostro territorio per vent’anni e che continua a vendere cattiveria alle persone.

Vent’ anni sono più di un’occasione persa: sono due decenni di opportunità lasciate da parte. Non si tratta di “complotto”, di “attacco alla democrazia”, ma semplicemente di un conto da pagare, perché si è sbagliato. Noi non smetteremo, quindi, di indignarci di fronte a questi esempi di mala gestione: né di fronte ad appuntamenti elettorali, né in concomitanza di furbe consultazioni, né davanti a facili e subdole promesse. Consapevoli che indignarsi non basta, noi ci impegniamo. Come scrisse Don Primo Mazzolari “ci impegniamo senza giudicare chi non s’impegna, 
senza accusare chi non s’impegna, 
senza condannare chi non s’impegna, 
senza disimpegnarci perché altri non s’impegna”.

Il consiglio direttivo dell’associazione civica Vicenza Capoluogo

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