Vicenza, è morto Olol Jackson. Aveva 48 anni

Vicenza – “Stanotte ci ha lasciato Olol, fratello e compagno di mille lotte.  Avevi un cuore troppo grande: la scorsa notte quel cuore non ha retto. Insieme a te abbiamo condiviso tantissimo e queste poche parole che scriviamo non riescono a descrivere quanto sentiremo la tua mancanza. In questo momento possiamo solo prometterti che ci faremo sempre carico di portare avanti i sogni che abbiamo condiviso”.

E’ il post che è comparso questa mattina sulla pagina Facebook No dal Molin e che ha dato la notizia della morte, durante la notte di Olol Jackson, a soli 48 anni. La notizia della scomparsa di Jackson, molto probabilmente per un infarto, si è diffusa molto rapidamente oggi a Vicenza.

L’uomo era infatti molto noto per essere stato uno dei leader storici del Presidio No dal Molin e per aver portato avanti tante battaglie, guidato tante proteste, sia con la sinistra antagonista che con quella più istituzionale, ad esempio con i Verdi.

Naturalmente la sua prematura scomparsa ha destato profonda commozione e partecipazione in città. Sono molti i messaggi di cordoglio comparsi sui social, provenienti da semplici cittadini, suoi compagni di lotte, ma anche da esponenti politici cittadini, tra i quali Jacopo Bulgarini d’Elci, Antonio Dalla Pozza, Daniele Ferrarin.

2 Commenti

  1. Claudio Bortolan

    Avevi tante “passioni”, Olol, ma la Tua Passione per Eminenza sono sempre stata la Giustizia, la Pace, il Diritto inalienabile che ad ogni Persona Umana, per il solo fatto di essere tale, tutti e tutte le istituzioni hanno il Dovere di riconoscere. Adesso, Fratello Olol, sei nel Regno destinato agli Operatori di Pace, quale Tu sempre sei stato; sei nel Regno di coloro che hanno Fame e Sete di Giustizia, e tu di Giustizia e di Verità sei sempre stato affamatissimo ed assetatissimo. E sei, resti con noi. Non nella memoria e nel rimpianto di qualcuno che non c’è più, ma nella meravigliosa Realtà che veramente Tu sei ancora con noi, Tue sorelle e Tuoi fratelli, anche se per ora ci è tolta la gioia di vederTi fisicamente, di vedere i Tuoi occhi così belli, di vedere la Tua incantevole Bellezza: perchè sei Bellissimo Fuori e ancor più Bellissimo Dentro. Sei e resti e resterai il Nostro Eroe, il Nostro Condottiero. Anche chi, come me, per tante ragioni non ha avuto la pur desideratissima gioia di conoscerti personalmente, ma ha condiviso, sia pur timidamente, in ultima fila, le tue battaglie per un Mondo umanamente più Giusto. Onore a Te, Olol, Fratello nostro e nostro per sempre Condottiero. Sono con Te, siamo in tanti con Te, Olol, e Tu con noi e con Te resteremo. Sempre. Con l’Eroe più grande che Vicenza potrà mai conoscere.

  2. Claudio Bortolan

    Stamane, sabato 7 ottobre 2017, sono stato alla Solenne Commemorazione Funebre del Fratello Olol Jackson, in Piazza Matteotti a Vicenza, ed ora sono qui, seduto davanti al mio PC, a scrivere queste poche, righe, con gli occhi pieni di lacrime che non se ne vogliono andare. Olol lo conosco solo di vista. L’ho visto tante e tante volte per le strade della nostra città, ci siamo incrociati tante volte, ho partecipato a varie manifestazioni contro la trasformazione del vecchio Aeroporto Dal Molin nella nuova installazione militare Dal Din, e pure là, in testa ai cortei c’era il mio bellissimo ed appassionato Condottiero. Non era neppure necessario vederLo; bastava sentire la Sua voce inconfondibile, amplificata dagli altoparlanti, e l’emozione è sempre stata fortissima: c’era il Nostro Fratello Olol, e si era certi che la strada che si stava percorrendo era la Sua Strada: la Strada della Pace, della Giustizia, della Verità, della lotta indefessa contro ogni iniquità e perchè ad ogni Persona Umana fosse riconosciuto e onorato con i fatti Quel Diritto e Quella Giustizia che ognuno, soprattutto il più “debole”, il più indifeso, il più emarginato, il più odiato dalle “anime belle” dei perbenisti. Penso alle Sorelle e ai Fratelli Migranti, che da più di 20 anni il “potere costituito” vuole, per suo interesse, additarci come nemici ed invasori, come la causa dei mali di cui patisce il nostro Bel Paese. Penso a Quel Popolo Lavoratore che ci viene detto non esistere ormai più, e che invece esiste, e patisce tutto il peso della superba arroganza del “sior paròn dale braghe bianche” di turno, ben sostenuto dal Potere di Stato. Avrei voluto avvicinarTi di persona, Olol, ma la mia timidezza ed il vederTi sempre impegnato al telefonino, me lo hanno impedito. Ciao Olol,…

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