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Vicenza, dipendenti comunali in agitazione

Vicenza – Stato di agitazione con iniziative di lotta e di sensibilizzazione della cittadinanza. E’ quanto hanno deciso questa mattina i lavoratori del Comune di Vicenza, riuniti in una partecipata assemblea che si è espressa in modo pressoché unanime. L’istituzione di un front office in Via Torino è una delle motivazioni principali dello scontento dei dipendenti comunali, “un progetto per il quale – spiega Maria Teresa Turetta, del sindacato di base Cub Pubblico impiego di Vicenza – l’amministrazione sta spendendo montagne di quattrini pubblici”. La sindacalista aggiunge però che sul progetto non vi sarebbe alcun investimento in termini di formazione del personale e di implementazione delle risorse.

“Il sindaco – ha detto la Turetta – non ha nascosto che, dietro a questa operazione, è in atto una speculazione immobiliare di vendita degli edifici comunali del centro storico, guarda caso, a ridosso della fine del secondo mandato Variati. E’ inaccettabile che i lavoratori diventino merce di scambio per progetti elettorali e propagandistici di un sindaco che sta già pensando alla prossima poltrona politica da occupare. E’ inaccettabile prendere in giro, in questo modo, i cittadini, che sicuramente non troveranno servizi migliori in Via Torino, e questo perché i problemi, che da molto tempo i lavoratori sollevano, non sono mai stati risolti”.

“Negli ultimi anni – continua la sindacalista -, è successo spesso che i dipendenti comunali siano scesi in piazza, e questo dimostra lo scontento della categoria. La Cub, assieme alle Rsu e a tutte le sigle sindacali in essa rappresentate, avvierà tutte le procedure utili e necessarie a fermare questa follia. Sono in programma presidi, volantinaggi alla cittadinanza e pubbliche manifestazioni, oltre alla proclamazione di iniziative di sciopero. A livello nazionale, la Cub ha proclamato anche uno sciopero generale. Il 27 ottobre infatti i lavoratori pubblici sono chiamati a scendere in piazza per il rinnovo del contratto, fermo dal 2009, per lo sblocco delle assunzioni, per la stabilizzazione di tutti i precari e per il diritto alla pensione a 60 anni di età e con 35 anni di servizio”.

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