Vicenza, “Basta con la violenza sulle donne”

Vicenza – Basta con la violenza sulle donne. E’ stato detto a gran voce oggi, in tante piazze d’Italia, in tante manifestazioni organizzate dalla Cgil, spesso con il coinvolgimento dei centri anti violenza e delle tante donne, volontarie e parte delle istituzioni, che ogni giorno si danno da fare per sconfiggere questa piaga e dare un aiuto alle troppe vittime di questa violenza senza senso. Ed i numeri fanno paura. Basti pensare che nel Bel Paese, in media, c’è un femminicidio ogni tre giorni, gli stupri non si contano, 16 mila donne ogni anno chiedono aiuto ai centri antiviolenza, e si calcola che rappresentino non più di un quarto del totale delle donne maltrattate.

Ed ancora, secondo dati Istat sono sette milioni le donne italiane che hanno subito violenze di qualche tipo. Nel 67% dei casi di donne oggetto di violenza, ad infliggerle è stato il loro compagno, marito o ex. Per quanto riguarda il Veneto, quasi una donna su tre ha subito nel corso della sua vita almeno un atto di violenza, fisica o sessuale che fosse. La nostra regione, nell’infausta classifica nazionale, si pome a metà per quanto riguarda la violenza in generale, ma è molto più in alto, al quarto posto, se parliamo di quella sessuale. Insomma, non stiamo affatto meglio degli altri, e la situazione è molto seria.

I dati sono stati presentati oggi, a Vicenza, dove si è tenuto un presidio informativo, con gazebo, in pieno centro, in Contrà Cavour, proprio sull’angolo con Corso Palladio. Anche in questo caso organizzato dalla Cgil, rappresentata da Marina Bergamin, vi hanno partecipato l’assessore al sociale del Comune di Vicenza, Isabella Sala, e le responsabili dei tre centri anti violenza della provincia: Laura Zanichelli, per quello di Vicenza, Maria Pia Mainardi (Bassano) e Luigina Vitella (Schio).

A dominare la scena era il colore rosso, ma non quello del sindacato o di una parte politica, ma quello… delle scarpette, per intenderci, ovvero quello “del sangue versato dalle donne – è stato detto – in questo assurda carneficina”. L’aspetto positivo è dato dai centri anti violenza, la cui opera di ascolto e sensibilizzazione comincia a dare i suoi frutti. Quello negativo invece si rispecchia nella società, sempre più basata sulla superficialità e sull’egoismo, e quindi terreno fertile anche per la violenza, specialmente quella sui più deboli.

E per scendere nel concreto, pessimi aspetti sono l’inconsistenza dell’azione politica, con una classa dirigente in Italia che, volendo essere buoni ed usando un grosso eufemismo, è molto distratta, e la continua situazione di precarietà economica che le donne affrontano. Intendiamoci, quella della precarietà è una situazione che nella penisola affrontano in molti, tuttavia per le donne, va sottolineato, questo è ancora più vero, quantomeno perché su di esse grava ancora la cura dei figli, ed eventualmente il loro affidamento.

Da segnalare infine che l’iniziativa odierna, a Vicenza, è stata dedicata alle cinque donne vicentine che negli ultimi cinque anni hanno perso la vita per mano di un uomo. Sono state ricordate, e sono: Dilia Feliciano Reyes, 26 anni, uccisa nel 2012 dall’ex fidanzato, Francesca Benetti, 54 anni, scomparsa e certamente uccisa nel 2013 dal suo tuttofare, Federica Giacomini, 43 anni, uccisa dal suo ex nel 2014 e gettata nel Lago di Garda, Monica De Rossi, 47 anni, accoltellata dal suo ex fidanzato nel 2016, Nidia Lucia Rodriguez, 37 anni, uccisa dal marito nel 2017.

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