Il presidente della Regione Zaia tra gli assessori Bottacin e Coletto
Il presidente della Regione Zaia tra gli assessori Bottacin e Coletto

Pfas, da oggi il Veneto ha i limiti più restrittivi

Venezia – “Il Veneto ha deciso di applicare i limiti più drastici esistenti al mondo rispetto all’inquinamento da Pfas nell’acqua potabile. Non l’ha voluto fare il governo a livello nazionale, scrivendoci che in Italia in problema esiste solo da noi, dicendo fino a ieri che li dovevamo fissare noi, e ieri che si aspetta una fissazione europea. Un balletto incredibile, al quale poniamo fine per conto nostro, guardando esclusivamente alla salute della popolazione e ai suoi timori. Non siamo in cerca della rissa, ma della soluzione migliore per i cittadini.”

Con queste parole, il presidente della Regione, Luca Zaia, affiancato dagli assessori all’ambiente e alla sanità, Bottacin e Coletto, e dal direttore generale di Arpav, Nicola Dell’Acqua, nella sua veste di coordinatore della Commissione tecnica ambiente, ha ufficializzato oggi, in una affollata conferenza stampa, la decisione di imporre limiti molto stringenti alla presenza nelle acque potabili di queste sostanze inquinanti.

“Non è un annuncio – ha tenuto a precisare Zaia – è una decisione ufficiale da oggi, accompagnata da un’informativa. Gli atti conseguenti seguiranno nelle prossime ore. Indietro non si torna. Vuol dire che il Veneto sarà l’unica Regione d’Italia, tra delle varie coinvolte checchè ne dicano i ministeri, ad avere suoi limiti volti alla difesa della salute dei suoi cittadini. I limiti più stretti del mondo: di più di quelli, nazionali, della Germania, della Svezia, e di quelli del New Jersey”.

“Imponiamo un filtraggio dell’acqua molto aggressivo – ha aggiunto – che i consorzi acquedottistici dovranno applicare. Sono tutte strutture pubbliche e per questo stanzieremo i fondi necessari per coprire i costi, che calcoliamo in circa un milione di euro all’anno per installare i nuovi filtri e sostituirli quando sarà necessario. Soldi pubblici, che naturalmente chiederemo indietro a chi verrà condannato per l’inquinamento, secondo il principio del chi inquina paga”.

I nuovi limiti-obbiettivo indicano per tutto il territorio veneto, come limite guida tendenziale, 90 nanogrammi per litro, intesi come somma di Pfoa e Pfos, considerando il limite di 30 nanogrammi per litro come concentrazione massima di Pfos. Nei territori più colpiti, quelli nella cosiddetta “zona rossa”, con oltre 200 mila abitanti nelle province di Vicenza, Verona e Padova, viene fissato un limite-obbiettivo di performance per i Pfoa che non superi i 40 nanogrammi per litro.

Per il “principio di precauzione” viene anche abbassata a 300 nanogrammi per litro la somma degli altri Pfas “a catena corta” (quindi ad esclusione di Pfos e Pfoa), anche se ancora nessun paese al mondo ha posto questo limite specifico. In conferenza stampa, il presidente e gli assessori hanno anche ricostruito le fasi della vicenda, distribuendo le lettere inviate al Governo per chiedere la fissazione di parametri di performance nazionali e le tabelle dello studio Cnr del 2013 dalle quali si evince che forme di inquinamento di questo tipo sono state rilevate nelle aree industriali del Bormida e nel Bacino del Lambro, che un’altra sorgente significativa è l’area della concia di Santa Croce sull’Arno e che è interessata  praticamente l’intera asta del fiume Po, con la sorgente più significativa nel sottobacino Adda-Serio.

Da parte sua, rispondendo alle domande dei giornalisti, l’assessore alla sanità ha detto che “gli screening sul sangue delle persone proseguono regolarmente” e che “seguendo un principio di gradualità del rischio potrebbero essere allargati anche alla zona contermine a quella rossa, alle persone in età pediatrica e agli anziani per un totale di esaminati di circa 350 mila persone”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *