Variati e Banca Popolare di Vicenza, affondo M5S

Dal Movimento Cinque Stelle di Vicenza, riceviamo e pubblichiamo questo intervento relativo alle scelte del sindaco di Vicenza, Achille Variati, in relazione alla triste e drammatica vicenda del crollo e della malagestione della Banca Popolare di Vicenza…

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Vicenza – Apprendiamo dai media che il sindaco di Vicenza Achille Variati del PD, lo stesso partito che ha votato un provvedimento noto come Salvabanche che penalizza i risparmiatori lasciati senza difese per tutelare invece proprio coloro che li hanno truffati, ha avuto la “sfacciataggine” di incontrare Gianni Zonin poche ore dopo che, nel 2015, si era diffusa la notizia del primo taglio del valore delle azioni di BpVi  (da 62.50 a 48 Euro);  in quella occasione ebbe anche il coraggio, si fa per dire, di non sollevare il problema delle ripercussioni che tale deprezzamento avrebbe cagionato al risparmio dei vicentini e alla operatività della fondazione Roi.

Ora delle due l’una: o il sindaco dice la verità e allora il suo comportamento è un vero e proprio insulto verso chi ha perso tutto e in questo caso non può che dare le dimissioni; oppure delle questioni inerenti a BpVi e Roi con Zonin ci ha parlato eccome. E allora è un “mentitore sfrenato”, che sul piano morale va messo all’indice tanto quanto Zonin. Per cui, allo stesso modo, deve dimettersi. É l’unica possibilità questa per liberare palazzo Trissino dall’onta che ammorba l’istituzione comunale dopo la deflagrazione del caso delle popolari venete.

Ricordiamo inoltre, come se non bastasse, che Variati è un bancario, laureato in matematica, quindi gli argomenti di cui sopra sono proprio pane per i suoi denti, e questo è un’aggravante non da poco. Spontanea sorge anche la domanda: Variati che ammette di incontrare regolarmente Zonin prima dell’azzeramento delle azioni e che settimanalmente si reca a Roma, nei palazzi più potenti del partito e del governo, è regista o collegamento, nella vicenda BpVi, tra Zonin e Renzi?

Il dubbio resta pesante e quindi dimissioni subito, e che non provi nemmeno a candidarsi come ha annunciato per le elezioni politiche. Questo vecchio modo di fare politica fregandosene delle conseguenze per i cittadini deve finire: torni a fare il pensionato e rinunci ai vitalizi che già percepisce dalla politica. Non li merita nessuno, ma lui meno degli altri.

Movimento 5 Stelle Vicenza

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