Veneto

Vaccini, la Regione Veneto risponde alle critiche

Venezia – “L’unico dato di fatto che risulta incomprensibile è l’arroganza con cui il collega Venturi si permette di lanciare strali contro una legittima decisione di un’altra Regione. Sorprendente è dover constatare le lacune conoscitive sull’argomento da chi, per primo in Italia, evidentemente per mera scelta politica filo governativa e nient’altro, decise l’introduzione dell’obbligatorietà dei vaccini. Non ci crederà, ma il Veneto, con le sue scelte di condivisione e non di coercizione, è più favorevole ai vaccini di lui, perché l’informazione e la condivisione aumentano le adesioni, l’obbligatorietà le farà calare”.

Così l’assessore alla sanità della Regione Veneto, Luca Coletto, risponde alle critiche rivolte dal collega dell’Emilia Romagna Sergio Venturi rispetto al decreto con il quale, ieri, la Regione ha varato una moratoria di due anni per la decadenza dall’iscrizione ai nidi e alle scuole materne per i bambini da zero a sei anni non vaccinati. La decisione del Veneto ha fatto molto rumore per altro, con parecchi organi di informazione nazionali che ne hanno dato conto sottolineando le critiche arrivate al Veneto dall’area governativa.

“Venturi – stigmatizza Coletto – non ha letto bene né la legge nazionale, dove il riferimento all’anno scolastico 2019-2020 è esplicito, né il nostro decreto, che esplicitamente prevede il prosieguo dell’applicazione della nostra delibera del novembre 2016, che rinnova le procedure sulla materia, e che prevede che un bimbo non vaccinato possa essere inserito solamente in una classe dove sia garantita la copertura di gregge, pari al 95% di vaccinati. In caso contrario, il bambino verrà automaticamente assegnato a una classe o a un altro istituto dove la copertura di gregge sia garantita. Non siamo untori, siamo amministratori attenti al miglior modo per raggiungere il risultato, e la copertura garantita in Veneto dimostra che lo si raggiunge non con la coercizione, ma con l’informazione e la collaborazione con i genitori”.

“Capisco peraltro – incalza l’assessore veneto – che il collega fatichi a capire, dal momento che la sua Regione non ce l’ha, l’importanza dell’anagrafe vaccinale informatizzata. In Veneto conosciamo praticamente in tempo reale la situazione vaccinale di ogni bambino, ed è proprio questo che ci consente di garantire sempre e comunque la copertura di gregge nelle classi. Non solo, ma abbiamo già inviato tutti i dati necessari ai dirigenti delle scuole, in modo che possano conoscere la situazione nelle loro strutture e agire di conseguenza. Quanto alla legge nazionale non abbiamo fatto altro che applicare la moratoria espressamente prevista all’articolo 3 bis. Venturi lo legga attentamente e poi, semmai, si trovi un giurista ministeriale disposto ad assumersi la responsabilità di dire che non è vero”.

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