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Università, Zaia: “Un errore il numero chiuso”

Venezia – “Lo sostengo da anni: il numero chiuso all’università è un grande errore e non serve a nulla. Anzi porta ad avere laureati meno preparati e competitivi”. E’ quanto ribadisce il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, dichiarandosi in sintonia con il collega della Toscana a proposito della bocciatura da parte del Tar del Lazio dell’introduzione del numero chiuso nella facoltà di studi umanistici dell’Università Statale di Milano.

Luca Zaia
Luca Zaia

“Test d’ingresso nei quali ti chiedono il colore del cavallo di Napoleone o altre amenità del genere non servono certo a selezionare i medici o gli ingegneri del futuro – ha mezzo in evidenza il presidente della Regione –. Credo che invece l’università dovrebbe dare a tutti l’opportunità di iscriversi e applicare la vera selezione durante il corso di studio. Il sistema del numero chiuso, paradossalmente, produce l’effetto opposto, perché porta ad essere meno selettivi negli anni successivi”.

“Le università – ha aggiunto Zaia – hanno bugdet, vincoli di benchmark e di numeri di iscritti e, per evitare di aver sempre meno laureati e di perdere punti in classifica, assegnano il diploma finale anche chi vi arriva con qualche spinta. Spero che, di fronte alla carenza di laureati nel nostro paese, si abbia il coraggio di legiferare per cambiare le regole di accesso al sistema universitario”.

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