Concia, trattamento fanghi fuori dalla Valchiampo

Valle del Chiampo – L’impianto di trattamento fanghi del distratto conciario vicentino dovrà essere realizzato in un sito esterno rispetto al territorio del Bacino della Valle del Chiampo. E’ stato detto con chiarezza nei giorni scorsi, in occasione della presentazione del provvedimento adottato da Acque del Chiampo e Medio Chiampo per la pubblicazione all’avviso esplorativo per la manifestazione di interesse con il quale si dovrà individuare un partner industriale per la progettazione, la realizzazione e la gestione dell’impianto.

Nell’impianto saranno trattati e depurati fanghi provenienti dal ciclo produttivo delle concerie di Arzignano e Montebello. Il provvedimento si è reso stato necessario dopo la sottoscrizione dell’accordo novativo dell’Accordo di programma quadro per il risanamento del Fratta-Gorzone.

“È una vittoria per la città e l’amministrazione comunale di Montecchio Maggiore – ha commentato il sindaco di Montecchio Maggiore Milena Cecchetto -. Ci siamo sempre battuti per impedire che fosse costruito nella nostra zona, già fortemente industrializzata e urbanizzata, non abbiamo mai sottoscritto documenti che secondo noi andavano contro gli interessi dei nostri cittadini, e da otto anni in via Battaglia è esposto lo striscione che dice No all’inceneritore di fanghi. Finalmente i fatti ci danno ragione”.

“Questa decisione – ha aggiunto il vicesindaco e assessore alle attività produttive, Gianluca Peripoli, – ci dà ragione su tutta la linea. Fin dall’inizio di questo percorso abbiamo contestato la localizzazione e la tipologia sperimentale dell’impianto prospettato ed espresso dubbi sulla sostenibilità economica, a lungo termine, di questa operazione per via delle oscillazioni nella produzione conciaria e del progresso tecnologico che va verso una costante riduzione dei fanghi. Evidentemente non parlavamo a vanvera se ora Acque del Chiampo ha deciso di cambiare direzione. Noi siamo soddisfatti, ma a questa decisione si poteva arrivare molto prima, senza rischiare di perdere i fondi stanziati dal Ministero”.

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