Un momento della presentazione di "Schio grande teatro 2017/2018"

Schio, presentata la stagione teatrale 2017/2018

Schio – Si intitola “Schio grande teatro 2017/2018” la nuova stagione teatrale scledense, che comprende undici appuntamenti, tra il 16 novembre e il 28 aprile 2018. Il cartellone, realizzato dalla Fondazione Teatro Civico, in collaborazione con il circuito Arteven, comprende interpreti di primo livello impegnati in performance che abbracciano varie arti: non solo teatro, quindi, ma anche danza, pittura cinema e musica.

“È una stagione variegata – ha infatti sottolineato l’assessore alla cultura, Roberto Polga -, con proposte di alta qualità. Quest’anno abbiamo introdotto una novità nel cartellone: la musica, con la rassegna intitolata proprio Occasioni di musica. Occasioni nel senso di stimoli che servano per avvicinare le persone ad un contesto, quello del teatro, che magari conoscono poco”.

La musica non è presente solo nel cartellone ad essa dedicato (con cinque eventi), ma permea l’intera stagione teatrale, a cominciare dalla “Traviata”, primo appuntamento in cartellone, il 16 novembre, durante il quale Lella Costa sarà accompagnata dal vivo da cantanti e da un pianista, proseguendo con “Note di Natale” delle sorelle Marinetti e con la musica dal vivo di Moni Ovadia.

Facendo un passo indietro e dando uno sguardo ordinato agli spettacoli (che, dove non indicato diversamente, si terranno al teatro Astra, con inizio alle 21), dopo Lella Costa, il 30 novembre sarà la volta di “Copenaghen”, con Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice. Il 14 e 15 dicembre, poi, al Teatro Civico, il trio delle sorelle Marinetti proporrà, in una veste natalizia e festosa, le sue canzoni anni trenta.

Sabato 20 gennaio spazio a Marco Paolini, con “Le avventure di numero primo”, che parla di un possibile futuro tecnologico e di paternità. Il 22 febbraio Milena Vokotic e Lucia Poli saranno le “Sorelle Materassi” del romanzo di Palazzeschi, riscritto da Ugo Chiti. Il Teatro Civico ospiterà, l’8 e il 9 marzo, “Macbeth?” con Patricia Zanco, Francesca Botti e Beatrice Niero. Sarà uno spettacolo in mezzo al pubblico, a pianta centrale, sviluppato sia in platea sia sul palco.

Musica dal vivo protagonista de “Il casellante” (16 marzo), tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri e interpretato da Moni Ovadia. Con “Favola del principe che non sapeva amare” (27 marzo), Stefano Accorsi chiude la trilogia del progetto Grandi italiani, iniziata con l’Orlando Furioso. Dalla collaborazione con il Teatro stabile del Veneto è nato l’appuntamento del 7 aprile, “Il deserto dei tartari”.

Un’altra collaborazione, con il Teatro Comunale di Vicenza, partner della Fondazione, permetterà di portare a Schio la grande danza d’autore: il 21 aprile, infatti, ci sarà “Carmen/Bolero” di Michele Merola dance company. Per finire, il 28 aprile, la stagione si chiuderà con la lunga notte di Stivalaccio teatro, che proporrà, a partire dalle 19.30, “La trilogia dei commedianti”.

“Accanto ai cartelloni tradizionali – ha approfondito Silvio Genito, presidente della Fondazione – vale a dire Schio grande teatro, Schio teatro veneto, che valorizza le eccellenze regionali, Vieni a teatro con mamma e papà, che propone appuntamenti con le famiglie e alla novità Occasioni di musica, sono state mantenute attività di laboratorio sperimentali, esperienze rivolte ai giovani e alle fasce più fragili, come Campus Company e Dance Well.

“Rispetto alle passate stagioni – ha proseguito – la Fondazione ha subito due importanti mutamenti: una modifica radicale dello statuto e il rinnovamento della direzione artistica, che ha introdotto, per la prima volta una codirezione, affidata ad Annalisa Carrara e a Federico Corona”. Questi aspetti, ma anche altri punti, sono stati approfonditi da Genito durante una breve intervista, che può essere ascoltata premendo il pulsante play nella barra sotto la foto.

“Come sottotitolo per la nuova stagione – ha spiegato Corona – abbiamo scelto la frase Don’t worry. Be happy, perché pensiemo che, nella vita frenetica che viviamo, con problemi e intoppi che dobbiamo continuamente affrontare, forse andare a teatro possa restituirci un po’ di ossigeno e di felicità”.

Ilaria Martini

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