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Schio, morto sotto i ferri. Maxi risarcimento

Schio – Ammonta a più di un milione di euro il risarcimento che, secondo una sentenza del tribunale di Verona, la ex Ulss 4 Alto Vicentino deve corrispondere alla famiglia di un paziente scledense di 55 anni, morto nell’agosto del 2011 all’ospedale di Schio, Camillo De Lellis, dopo un intervento di asportazione della tiroide. L’azienda sanitaria però ha presentato ricorso, ed a loro volta i congiunti dell’uomo, attraverso i loro legali, hanno chiesto il pignoramento dei conti correnti dell’azienda ospedaliera.

Dopo la morte del loro familiare, i parenti si erano rivolti della magistratura veronese, che nel settembre 2016 aveva condannato in primo grado l’azienda ospedaliera. La perizia medico legale eseguita dal consulente incaricato dal tribunale avrebbe infatti ricondotto il decesso del paziente a una inadeguata assistenza post intervento, ed avrebbe individuato una responsabilità in capo ai sanitari dell’ospedale scledense, per non avere percepito in tempo il mancato funzionamento dei drenaggi che hanno causato al paziente difficoltà respiratorie e la fatale asfissia.

“La consulenza medico legale e i ricorsi proposti – ha spiegato Paolo Simioni, amministratore di Obiettivo Risarcimento, società che si occupa di gestione dei danni alla persona e che ha seguito la vicenda – hanno consentito ai familiari di fare luce su quanto accaduto al loro congiunto. Il percorso giudiziale appena completato è significativo: può essere definito come un antesignano rispetto alle nuove regole stabilite dalla legge Gelli, e si è potuto concludere con tempistiche più celeri di quelle richieste da una causa ordinaria. Si tratta di un caso esemplare e non l’unico in Italia”.

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