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il celebre “Vota Antonio La Trippa”, di Totò, dal film “Gli onorevoli”, di Sergio Corbucci
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Referendum autonomia e propaganda scorretta

Venezia – “Il governo regionale già speso 14 milioni di Euro dei cittadini veneti per il referendum-truffa. Per la sola comunicazione istituzionale (che, per capirci, comprende gli striscioni aerei che a ferragosto hanno sorvolato le spiagge venete, per altro a bassa quota) sono stati spesi 1,2 milioni di euro. Mi pare che Zaia & Co ci abbiano già messo abbastanza le mani in tasca per la loro propaganda. Ma evidentemente l’arroganza dei potenti non conosce limiti e quindi ora assistiamo a questo spettacolo inqualificabile: le sedi dei Comuni veneti si stanno riempiendo di striscioni e manifesti del Sì. Ma i sindaci di questi Comuni fanno gli interessi dei loro concittadini o quelli di Luca Zaia?”

A parlare così è  il presidente del Comitato veneti per l’astensione, Stefano Poggi, in una nota diramata oggi. “I Comuni – aggiunge Poggi – sono le istituzioni più vicine ai cittadini e hanno quindi un ruolo importantissimo per la vita democratica delle nostre comunità locali. E’ molto grave che per ragioni di vicinanza politica un sindaco sfrutti il suo ruolo istituzionale per favorire la campagna di Zaia solo perchè ne condivide il colore politico. Le amministrazioni comunali (guarda caso leghiste) di Tombolo, San Giorgio in Bosco, Musile di Piave e Cittadella dovrebbero occuparsi dei problemi della gente invece che fare la propaganda a Zaia e al suo centralismo regionale. Siccome è probabile che al Corecom, garante delle comunicazioni, possano sfuggire episodi simili, chiediamo di segnalare le eventuali irregolarità commesse dai Comuni e dalle altre istituzioni, scrivendoci a comitato@astensioneveneto.it o direttamente pubblicando le foto sulla nostra pagina Facebook”.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Stefano Poggi è anche il presidente del gruppo di Articolo Uno Mdp nel consiglio regionale del Veneto, Piero Ruzzante che ha segnalato al Corecom i casi sopra citati dal presidente del comitato astensionista. “Ieri il Corecom – ha detto oggi Ruzzante – ha accolto le mie segnalazioni relative alla propaganda scorretta delle amministrazioni leghiste di San Giorgio in Bosco e Musile di Piave. Sempre ieri ho segnalato al garante un’altra violazione della legge sulla par condicio, in questo caso da parte del Comune di Cittadella. Prima c’era stato il caso di Tombolo”.

Ed ecco oggi un nuovo caso, sempre segnalato da Riuzzante, e riguarda il Comune di Cavallino Treporti. “Pochi minuti fa – continua il consigliere regionale – ho depositato l’ennesima segnalazione al Corecom riferita all’uso scorretto delle risorse pubbliche ai fini della propaganda del Sì al referendum di Zaia. In questo caso si tratta di un’iniziativa pubblica, promossa (anche su Facebook) dal Comune di Cavallino Treporti con un volantino che affianca allo stemma municipale il logo dei comitati per il Sì al referendum. È inaccettabile, un’iniziativa elettorale non può essere promossa a spese dei contribuenti, le istituzioni dovrebbero garantire un atteggiamento neutrale. L’arroganza di una propaganda sempre più dopata finirà per ritorcersi contro gli stessi promotori della consultazione”.

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