Il torrente Poscola, a Trissino
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Pfas, Puppato: “Il Veneto fissa i limiti? Era ora!”

Dalla senatrice veneta del Partito Democratico, riceviamo e pubblichiamo l’intervento che segue sulla polemica in corso in questi giorni tra la Regione del Veneto e il governo centrale sui limiti da porre alla presenza di Pfas nelle acque. In buona sostanza, dice la senatrice, spetta all’amministrazione regionale individuare questi limiti, e doveva essere stato fatto già da tempo. Quanto al famoso contributo di 80 milioni che il Veneto rivendica, la Puppato sottolinea che i soldi possono essere dati solo dopo la presentazione di un progetto, o almeno di uno studio di fattibilità, cosa che Venezia non avrebbe mai fatto. Da segnalare infine che, sullo stesso argomento e giungendo ad uguali conclusioni, è intervenuta oggi anche la consigliera regionale Cristina Guarda, del gruppo Alessandra Moretti Presidente

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Roma – La telenovela dei limiti alle acque potabili e di scarico vede, forse il suo epilogo. Non ancora invece la presunta mancata erogazione degli 80 milioni di euro giacché è noto, anche ai sassi di questo Paese, che nessuna erogazione sarà possibile finché non sarà presentato il progetto, almeno ad uno stadio di studio di fattibilità, da parte della Regione, come diciamo da mesi e in perfetta coerenza con le procedure arcinote al presidente Zaia che, a sua volta da tempo immemorabile, le applica. Progetto mai visto e mai presentato, tanto che mai sono riusciti a dimostrare il contrario dalla Regione Veneto, ma solo a ripetere ossessivamente come un mantra, la solita, inaudita lamentela senza sostanza.

Laura Puppato
Laura Puppato

Ma lunedì 25 settembre, in conferenza stampa, presso la Regione del Veneto, con il gruppo Pd e la sottosegretaria all’ambiente Barbara Degani, daremo anche qualche utile approfondimento sulla malafede della giunta regionale e del suo presidente in merito alla vicenda Pfas. Attendiamo sempre il ringraziamento, con scarse speranze, per aver recuperato i 23 milioni di euro dai fondi perenti, cioè scomparsi, che il Veneto non era riuscito a utilizzare, per il Fratta Gorzone. Anche in questo caso presentando dopo mesi di sollecito progetti per una cifra superiore, senza indicare le priorità, ragion per cui il Ministero sollecita la decisione su “quali progetti” si intenda realizzare tra quelli presentati che superano il plafond. Insomma un incredibile indecisione che già troppi danni ha prodotto.

Quanto alla telenovela dei limiti allo scarico e alle acque potabili, ebbene la risoluzione che viene ora presentata come reazione al deficit del governo, in realtà è niente altro che la migliore dimostrazione di quanto sia perfettamente nelle competenze regionali procedere a fissare i limiti di cui sopra. In particolare per quanto riguarda gli scarichi industriali, è proprio una competenza esclusiva della regione.

In tal senso ci fa piacere richiamare la legge 152/2006, nonché la direttiva europea 60/2000, che hanno posto in evidenza la responsabilità delle Regioni (e delle Autorità di bacino, quando saranno costituite) nell’andare a determinare le autorizzazioni agli scarichi non in modo predeterminato, se non per soglie massime, ma in relazione allo stato ecologico e chimico delle acque. Dunque una carenza spaventosa, che ha già portato il Veneto a diventare, per il caso Pfas, zona inquinata di riferimento mondiale (lo stesso Mantoan conferma il coinvolgimento dell’Oms e dell’Epa nella vicenda Pfas), scoperta proprio dall’analisi del Cnr sulle acque dei fiumi.

Dunque tardivamente si perviene da parte degli organi politici del Veneto ad una decisione nel senso auspicato. La riduzione dei limiti, peraltro, è proprio da leggersi in relazione allo stato delle acque, pessimo per quanto riguarda i perfluorurati nelle aree di Vicenza, Padova e Verona. Far passare un obbligo proprio per una mancanza altrui è un’altra delle performance della politica regionale veneta. Ma si sa le bugie hanno le gambe corte.

Laura Puppato – Senatrice Partito Democratico

3 Commenti

  1. Francesco Cecchini

    Regione risponde a Puppato e Guarda su Pfas: ‘Basta strumentalizzazioni’
    11/07/2017
    “Basta con le strumentalizzazioni, perdipiù basate su accuse non vere. Sul problema dei Pfas la Regione si è mossa sin dal primo giorno in tutti i modi possibili e, a tutt’ora, è l’unica che ha anche speso dei soldi, dell’ambiente e della sanità, mentre, a quasi un anno di distanza dalle promesse, ancora non si vede ancora un euro dei fondi promessi dal Governo nazionale, più volti sbandierati come se fossero già in tasca”.
    Con queste parole, l’Assessore all’Ambiente della Regione Veneto risponde alle accuse mosse alla Giunta in una dichiarazione congiunta della Consigliera regionale Cristina Guarda e della Parlamentare Laura Puppato
    “Polemiche ricorrenti e oramai stucchevoli – aggiunge l’Assessore – che hanno il solo scopo di strumentalizzare una situazione che stiamo affrontando sin dal primo giorno in cui emerse, con iniziative sia sul piano ambientale che su quello sanitario, che chi polemizza fa finta di non ricordare. A prescindere dal fatto che la chiusura dell’azienda Miteni non è di competenza della Regione – prosegue l’Assessore – Guarda e Puppato dimenticano che un documento ufficiale dei Carabinieri attesta come sotto il sito siano stati interrati notevoli quantità di rifiuti. Oggi le priorità sono far pagare i danni a chi li ha cauasti e bonificare il sito”.
    Il responsabile delle politiche ambientali, respinge al mittente anche l’accusa di disinteresse nei confronti di cittadini ed enti locali rivolta alla Regione: “questa – dice – è una vera e propria falsità. Per quanto mi riguarda ho partecipato a non meno di settanta tra incontri istituzionali, convegni e dibattiti con sindaci, comitati e quant’altro”.

  2. Francesco Cecchini

    Puppato un caso eclatante di ipocrisia politica. Non ha fatto nulla se non parole e ora esclama era ora!

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