Veneto

Pfas, polemica tra Guarda (Amp) e l’assessore Bottacin

Venezia – Polemica in Regione Veneto tra giunta ed opposizione a proposito dell’inquinamento da Pfas. La consigliera di Minoranza Cristina Guarda, del gruppo Alessandra Moretti Presidente, ha infatti parlato di fake news che verrebbero dalla giunta sulla questione, soprattutto dal presidente Zaia e dall’assessore all’ambiente Bottacin. “Al Ministero dell’ambiente – ha scritto nei giorni scorsi la consigliera in una nota – non risulta che la giunta veneta abbia consegnato progetti per la realizzazione delle nuove fonti acquedottistiche, nonostante quello che l’assessore Bottacin ha raccontato ai cittadini della zona rossa contaminata dai Pfas, in occasione dell’incontro del 6 settembre a Palazzo Balbi. Dopo mesi di rimpallo delle responsabilità, Zaia e i suoi ora stanno raschiando il fondo del barile,  tra affermazioni ambigue e vere e proprie fake news”.

“Gli unici progetti – ha aggiunto Guarda – che la Regione ha spedito al ministero a fine luglio sono quelli relativi all’accordo Fratta-Gorzone per la gestione dei fanghi delle concerie. Ma sul fronte dei Pfas e delle nuove fonti di acqua pulita, il ritardo si accumula, mentre il ministero dell’ambiente ribadisce la necessità di individuare i progetti per poter provvedere allo stanziamento degli 80 milioni disponibili. Quello di Zaia e Bottacin è un atteggiamento irresponsabile ed intollerabile, specialmente perché mina la fiducia cercata con fatica da cittadin iche richiedono anzitutto interventi celeri e trasparenza. E’ quantomai necessario e urgente un confronto istituzionale tra Regione e Ministero”.

Immediata la replica dell’assessore all’ambiente. “Le affermazioni della consigliera Cristina Guarda – scrive oggi Bottacin – hanno del grottesco: come giunta, a differenza di altri, siamo sul pezzo circa ogni aspetto della vicenda Pfas, tanto da stimolare anche gli altri interlocutori interessati alla problematica”. L’assessore regionale all’ambiente smentisce le affermazioni della consigliera, ponendo l’accento sulla documentazione prodotta sia per quanto riguarda i progetti sia relativamente alle diverse interlocuzioni con il Ministero. Infatti, sottolinea, “sugli interventi relativi alla progettazione delle fonti idropotabili alternative la giunta, tramite la sua società Veneto Acque, aveva già nei mesi scorsi predisposto un’ampia documentazione, con tutti i dati richiesti dal Ministero”.

“Tant’è che – continua – alle lettere giunte il 21 agosto tramite posta ordinaria dal Ministro, una prima indirizzata al Presidente della Regione (allegato 1) – dove fra l’altro si apprezza sinceramente il concreto e positivo impegno profuso dalla Regione e dove comunque si ribadisce che non vi è ancora la reale fruibilità delle risorse necessarie in quanto sono in in capo agli Uffici della Presidenza e del Ministero dell’Economia e delle Finanze anche se le interlocuzioni sono costanti – e una seconda indirizzata all’assessore (allegato 2), quest’ultimo ha potuto dare immediato mandato alle strutture competenti con nota protocollo del giorno successivo 22 agosto (allegato 3) di trasmettere al Ministero la relazione di Veneto Acque come base di partenza per la condivisione dei programmi richiesti dall’articolo 3 dell’accordo. In particolare, in tale ampia relazione prodotta su mandato della Giunta, si trovano anche i dettagli circa gli interventi acquedottistici richiesti, la portata, i costi e i tempi stimati (allegato 4 in estratto)”.

“La giovane età – conclude Bottacin – e forse la scarsa esperienza amministrativa, accompagnata a un’eccessiva voglia di protagonismo – conclude l’assessore – probabilmente hanno annebbiato la vista della consigliera, a cui consiglio di rileggere con attenzione le sue dichiarazioni: certamente sarà il posto più facile dove trovare della fake news”.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe interessare...
Close
Back to top button