Hotel Europa, due iniziative per dire No all’hub

Vicenza – Una petizione ed un incontro con la cittadinanza per portare all’attenzione di tutti la situazione dell’ex hotel Europa, in strada Padana Superiore, a Vicenza, che di recente, ad un’asta fallimentare, è stato acquistato dalla stessa società proprietaria dell’Hotel Adele. Le due proposte sono state presentate oggi dal consigliere comunale di Vicenza Raffaele Colombara e dall’imprenditore Valter Casarotto, i quali hanno raccolto le preoccupazioni degli abitanti della zona dopo l’ipotesi della possibile trasformazione della struttura alberghiera, localizzata a Ponte Alto, chiusa nel 2014 e divenuta poi dimora di abusivi, fatti sgomberare svariate volte, in un hub, vale a dire un centro di prima accoglienza per i migranti.

“L’accoglienza ai profughi – ha esordito Colombara – ci deve essere, ma è fondamentale che sia accompagnata dall’integrazione, e la situazione che si sta vivendo qui, così come quella di via Catalani o dell’Hotel Adele, non sono certo esempi di integrazione. Servono altri tipi di intervento. L’area dell’ex Hotel Europa è una importante porta di accesso alla città e necessita di strutture che diano lustro a Vicenza, non che la deprezzino. L’idea è quella di coinvolgere il quartiere.”

Da sinistra: Casarotto e Colombara
Casarotto e Colombara

A proposito dell’eventualità di trasformare il complesso di Ponte Alto in un hub, il sindaco Achille Variati ha assicurato che finché sarà lui il primo cittadino di Vicenza, questa ipotesi non si realizzerà. In ogni caso, tornando alle iniziative citate all’inizio, la petizione non si riduce ad una raccolta di firme con la quale dire “no” ad un centro di accoglienza all’ex Hotel Europa. La la volontà dei promotori, infatti, è anche e soprattutto quella di raccogliere proposte e idee per migliorare la vita di un quartiere che oggi si trova a fare i conti con una forte situazione di degrado.

“Nel giro di dieci anni – ha raccontato Casarotto – dopo la chiusura della concessionaria d’auto e dell’Hotel Europa, questa area è decaduta. Dobbiamo ringraziare le forze dell’ordine, carabinieri, polizia di Stato e polizia locale, molto presenti, ma per il resto siamo davvero allo sbando. Dopo la notizia della vendita, molti residenti e imprenditori che hanno qui la loro attività, si sono rivolti a me chiedendomi di essere il portavoce delle loro istanze. La paura è quella che la trasformazione dell’hotel in una residenza per richiedenti asilo possa rendere difficile uno sviluppo delle attività commerciali e, contemporaneamente, far crollare il valore degli immobili dei residenti, che magari hanno acquistato qui la loro casa, con non pochi sacrifici”.

Il 28 settembre, nel piazzale davanti al negozio I Casarotto parrucchieri, è stato così organizzato un incontro con la cittadinanza, una festa, per ascoltare le perplessità e le paure degli abitanti del quartiere e portarle poi all’attenzione dell’amministrazione comunale, ma anche per raccogliere possibili soluzioni e idee circa lo sviluppo di questa area.

Ilaria Martini

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