Gioco d’azzardo, a Schio un nuovo spazio di aiuto

Schio – Il gioco d’azzardo patologico è un disturbo le cui conseguenze possono essere davvero pesanti non solo per chi, in prima persona, è finito nel vortice del gioco, ma anche per i suoi familiari. E proprio con l’obiettivo di essere d’aiuto a chi non è in grado di uscire da solo da questa dipendenza, da questa settimana a Schio è attivo “Pause&Play. Non giocarti anche la vita”, vale a dire uno spazio di consulenza e di trattamento proprio per i problemi legati al gioco d’azzardo.

“Con l’attivazione di questo nuovo servizio – ha sottolineato l’assessore al sociale e alle politiche per la famiglia, Cristina Marigo, – vogliamo raggiungere le persone e i loro familiari che, per diversi motivi, vergogna, pudore o altro, non si rivolgono ai servizi dell’Ulss o comunali. I giocatori patologici o quelli che rischiano di diventarlo sono davvero molti e, la maggior parte delle volte, la situazione personale, relazionale e lavorativa del soggetto è già fortemente compromessa”.

Lo spazio, gestito dalla fondazione San Gaetano, in collaborazione con il dipartimento delle dipendenze dell’Ulss 7 Pedemontana e con il sostegno di fondazione Cariverona, sarà aperto tutti i martedì, nei locali del Comune, in via Pasini, dalle 16 alle 19. Il giovedì e il venerdì con lo stesso orario, ma su appuntamento, telefonando ai numeri 366-5620179 o 340-2235112.

L’attivazione di questo nuovo servizio si aggiunge alle azioni che l’amministrazione comunale scledense ha già messo in atto per arginare il proliferare delle sale slot e la presenza di macchinette per il gioco nei locali pubblici, come ad esempio l’ordinanza, emanata nel marzo 2015, d’accordo con Vicenza, Bassano e Lonigo, che limita l’orario di apertura delle sale slot e di funzionamento delle macchinette alle fasce orarie 10 – 13 e 17 – 22. E sono state più di 350, fino ad oggi, le infrazioni a queste prescrizioni, verbalizzate dalla polizia locale e dalla Guardia di finanza. Quindici le ordinanze di sospensione temporanea dell’attività emesse.

“E’ del luglio di quest’anno – ha aggiunto una nota del municipio scledense – la variante al Piano regolatore che regolamenta l’insediamento di sale giochi e locali con apparecchi d’intrattenimento con vincita in denaro. La variante, tra le altre disposizioni che fanno riferimento all’allestimento dei locali dove si gioca d’azzardo, evidenzia 62 luoghi sensibili frequentati da minorenni, tra i quali scuole, parchi pubblici, centri parrocchiali, luoghi di culto, strutture sanitarie, centri ricreativi e sportivi, dai quali le nuove sale giochi o locali con le macchinette dovranno essere lontani almeno 500 metri. Dai bancomat, dalle agenzie di pegno o prestito e dai negozi in cui è possibile vendere oro o valori per avere contante la distanza è stata fissata in cento metri”.

Nel 2014, inoltre, gli studenti, ma non solo loro, sono stati invitati a partecipare alla conferenza/spettacolo “Fate il nostro gioco”, una campagna di informazione sulla matematica del gioco d’azzardo, ideata e realizzata dal matematico Paolo Canova, dal fisico Diego Rizzuto, e da Sara Zaccone, della compagnia Taxi1729, in collaborazione con la Caritas vicentina e con la fondazione delle Banche di Credito Cooperativo/Casse Rurali ed Artigiane della Provincia di Vicenza.

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