Maurizio Landini
Maurizio Landini

Fornaci Rosse, un giorno in più. C’è Landini

Vicenza – Fortunato sul piano del consenso e dell’autorevolezza che si è conquistato, molto meno invece sul piano meteorologico. E’ il festival Fornaci Rosse, in corso in questi giorni a Vicenza, fatto di approfondimenti e dibatti politici, di buona musica e del piacere di mangiare o bere qualcosa in compagnia. Una iniziativa che ha portato anche quest’anno nella nostra città nomi importanti, sia della politica e della vita civile e culturale veneta che di quella nazionale. Purtroppo, nelle ultime sere, ci si è messo di mezzo il maltempo, con due serate di pioggia sulle tre che hanno caratterizzato il festival fino ad ora.

E così gli organizzatori hanno compensato aggiungendo una giornata alle quattro previste. Stasera doveva esserci infatti il gran finale, con la presenza sotto il tendone degli incontri e dibattiti di Maurizio Landini, membro della segreteria nazionale della Cgil e per lungo tempo leader incontrastato della Fiom nel nostro paese. Tempo fa si disse addirittura che avrebbe forse fondato un suo partito, candidandosi alla guida della nostra malconcia Italia.

A parte questo, Landini è certo un personaggio di richiamo, con note di interesse non frequenti nel mondo politico di questi anni. E’ uno, per altro, che non le manda a dire, e che non sembra riconoscere padroni o padroncini di sorta. Ebbene, la serata con Landini è stata spostata a domani, per impegni imprevisti del segretario confederale Cgil. Tutto torna dunque, e alla fine avere un festival di cinque giornate anziché quattro fa anche piacere. Per quanto riguarda la serata odierna, il resto rimane come da programma.

Vale la pena invece dar conto brevemente della serata di ieri, durante quale c’è stato il dibattito sul futuro dell’amministrazione comunale di Vicenza, in vista dell’appuntamento elettorale della prossima primavera. Dopo dieci anni di amministrazione Variati infatti, la nostra città va alle urne nel 2018, e la campagna elettorale è già iniziata. Quantomeno è iniziata proprio ieri sera, alle Fornaci Rosse. Ospiti del dibattito erano alcuni tra i possibili candidati nella corsa a Palazzo Trissino.

C’era Jacopo Bulgarini d’Elci, oggi vicesindaco e candidato in pectore nel segno della continuità, e c’era il capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Vicenza Giacomo Possamai, possibile alternativa del centro sinistra a Bulgarini. Il contraddittorio era dato da due consiglieri comunali di quella che è stata l’opposizione più risoluta: Daniele Ferrarin, del Movimento 5 Stelle, e Valentina Dovigo, di Sel. A moderare l’incontro Tiziano Bullato, di Tva, che ha stimolato i partecipanti su vari temi, tra i quali soprattutto quello legato legato alla sicurezza, su cui è probabile che verterà in gran parte la campagna elettorale.

Mancava il centro destra, ma in realtà a mancare soprattutto sono tutt’ora i candidati. Al di là dei nomi che si stanno già facendo, sia tra i presenti al dibattito di ieri, sia tra chi non c’era, non si vede all’orizzonte, hanno infatti sottolineato un po’ tutti, una personalità che possa catalizzare il consenso su di sé, “e comunque – ha messo in evidenza Bulgarini d’Elci – la prossima sarà una amministrazione collegiale, di squadra, poiché è difficile che chiunque vinca abbia poi il peso politico che ha avuto l’attuale sindaco nei suoi due mandati”.

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